Superfood: superhealthy o supermarketing?

C’è chi li chiama superfood, chi power foods. Chi li cerca per migliorare la propria salute, chi ne studia il concetto come tema da approfondire, chi li critica. Non c’è consenso su cosa siano, su quanto incidano sulla salute generale o su quanto si debba mangiarne con regolarità per ottenere maggiori benefici. Sembra che nessuno possa accordarsi sui criteri per classificare, definire o determinare se un cibo è super. Ma cos’è esattamente un superfood? E’ corretto parlare di superfood o ha più senso definire questi nuovi alimenti come operazioni di marketing? Quali sono i principali benefici che portano all’organismo?

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La banana: il primo superfood

Il primo esempio di prodotto cosiddetto superfood ha avuto luogo all’inizio del XX  secolo, più precisamente nel 1914, come parte di una strategia di marketing alimentare più ampia. La United Fruit Company lanciò una campagna pubblicitaria per promuovere la vendita delle banane, all’epoca il suo prodotto di punta. A supporto del lancio, distribuì opuscoli informativi con su scritte le qualità organolettiche delle banane e il relativo valore nutrizionale. Inizialmente l’azienda aveva pubblicizzato la praticità delle banane in una dieta quotidiana, essendo a buon mercato, nutriente, facilmente digeribile, disponibile ovunque, e sigillato dalla natura in una confezione a prova di germe. Per aumentare ulteriormente le vendite, suggerirono di aggiungere banane nei cereali per la prima colazione, nelle insalate a pranzo e fritte con carne per la cena.
Gli antiossidanti nei superfood
Orientare le proprie scelte verso uno stile di vita salutare, insieme a una dieta nutriente e bilanciata, riduce notevolmente il rischio di contrarre malattie, sindromi e tumori. Di recente, quando si tratta di scegliere gli alimenti più adatti alla propria dieta, l’attenzione si concentra spesso sui cosiddetti superfood. Questi alimenti possono migliorare le prestazioni in allenamento e prevenire le malattie, oltre a rivelarsi preziosi anche per ristabilirsi dopo un infortunio. Una dieta basata su una varietà di alimenti nutrienti, tra cui molta frutta e verdura, rimane il modo migliore per garantire un apporto equilibrato di nutrienti per una salute ottimale. Tra gli alimenti considerati superfood ve ne sono anche alcuni ricchi di antiossidanti. Gli antiossidanti sono sostanze chimiche che si ritiene proteggano dagli effetti dannosi di determinati elementi, chiamati radicali liberi, che si trovano in tutte le cellule viventi causandone la progressiva degenerazione.
  • Beta carotene: il corpo umano converte il beta carotene in vitamina A. Di per sé il beta carotene non è tra gli elementi nutritivi essenziali, tuttavia agisce da precursore della vitamina A (vedi punto successivo).
  • Vitamina A: anche conosciuta come retinol, svolge un ruolo fondamentale nel rafforzare il nostro sistema immunitario: aumenta la tua capacità di vedere gli oggetti nella penombra e preserva la salute della tua pelle.
  • Vitamina C: o acido ascorbico come è talvolta chiamata, protegge le cellule e ne preserva la salute; è necessaria anche per preservare la salute del tuo tessuto connettivo e in più facilita la guarigione delle ferite.
  • Vitamina E: una delle numerose e importanti funzioni della vitamina E è quella di proteggere le membrane delle cellule. Questa caratteristica  è quella di preservare la salute della pelle e degli occhi, ma il principale beneficio che apporta è di rafforzare il sistema immunitario.
  • Flavonoidi: i flavonoidi fanno parte dei metaboliti delle piante e sono principalmente noti per la loro funzione antiossidante e antinfiammatoria, oltre a rafforzare il sistema cardiovascolare e quello nervoso.
  • Selenio: il selenio è un minerale presente nel suolo e in natura si trova anche nell’acqua e in alcuni cibi. Sebbene gli esseri umani ne abbiano bisogno soltanto in piccolissime quantità, il selenio svolge un ruolo fondamentale per il loro metabolismo.
  • Acidi grassi omega 3: gli omega 3 sono considerati acidi grassi di importanza fondamentale e sono noti anche come acidi grassi polinsaturi. Gli Omega 3 svolgono una funzione essenziale nel funzionamento del cervello, oltre che nel naturale processo di sviluppo e crescita.

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La componente di marketing dei superfood

I supercibi sono spesso nutrienti, è vero, ma il termine è sicuramente più utile per incentivare le vendite che per fornire raccomandazioni nutrizionali ottimali. Uno punto a sfavore dei superalimenti è che l’etichetta da sola può far sì che le persone si concentrino su alcuni alimenti specifici, distogliendo l’interesse da altre opzioni altrettanto nutrienti ma meno attraenti. A prova dell’effetto di marketing che ha questo genere di comunicazione, un’indagine condotta da “YouGov” nel 2011 mostra come il 61% degli inglesi abbia riferito di aver acquistato alimenti perché ritenuti super. La quinoa e altri grani antichi, semi di chia e altro hanno registrato una crescita costante delle vendite nel 2017. Un elenco recente dei 13 ingredienti più in voga sulla base dei dati delle aziende di avvio di cibo e bevande includono proteine di pisello, alghe, zenzero, curcuma, matcha, avena, orzo e ceci. In conclusione vanno esplorati i singoli alimenti, vanno imparati a selezionarli e prepararli, ma non si deve essere distratti dall’ultimo cibo o mania overhyped. E’ sicuramente più importante concentrarsi sulla creazione di un superpiatto, a base di cibi diversi, sani e saporiti allo stesso tempo.

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