Perché il nuoto è formativo? Lo abbiamo chiesto a un nostro allievo di Scuola Nuoto

Sul nuoto, sui suoi benefici, perché l’acqua ci fa star bene e che cosa si impara nuotando ne abbiamo parlato a sufficienza. Questa volta siamo scesi sul campo e abbiamo deciso di intervistare un piccolo allievo della nostra Scuola Nuoto, che per ragioni di privacy chiameremo con un nome di fantasia, per capire cosa lo ha spinto a praticare questa disciplina, perché lo fa sentire bene e che cosa impara dal nuoto.

Da questa intervista abbiamo capito che i bambini sono perfettamente in grado di spiegarcelo da soli. Mamme se volete sapere perché è importante il nuoto per la crescita di un bambino, leggete questa intervista e capirete. Si può essere molto maturi anche a 12 anni, questa l’età di Claudio, se è la piscina a fare da tata, se acqua e cloro sono gli elementi più intimi e familiari a cui confidiamo un brutto voto a scuola o una lite con i genitori o una baruffa con i nostri compagni di classe. Cosa pensano i pulcini del nuoto, quelli che a 12 anni ad un occhio “non acquatico” sembrerebbero troppo piccoli, mentre è stupefacente constatare il contrario, almeno per Claudio giovane promessa del nuoto che è cresciuto nuotando nel nostro Club sin da quando era un “pulcino”. Masters_Hub_Eating_.jpeg-300x160 Perché il nuoto è formativo? Lo abbiamo chiesto a un nostro allievo di Scuola Nuoto

Allievo: Claudio – (nome di fantasia, n.d.r.);

età: 12 anni;

stile di nuoto preferito: delfino;

atleta a cui ti ispiri: Micheal Phelps. – Non vi aspettereste che sia proprio un bambino di 12 anni, piccolo nuotatore, a nominarvi Phelps, l’ex nuotatore statunitense, considerato il più grande nuotatore di tutti i tempi che con questa generazione tutta social e influencer c’entra poco!

Cos’è per te il nuoto? È molto di più di uno sfogo, molto di più di un gioco. E’ una scuola di vita senza il brutto della scuola, aggiungo, matura anche il tuo approccio alla vita. Ma è anche una forma di evasione dai pensieri della giornata. Se non vado a nuoto per 4 giorni mi sembra un’eternità: è una valvola di sfogo, sia per quando sono arrabbiato, sia per quando ho tanta energia che ho bisogno di scaricare…perchè proprio non riesco a non fare niente.”

Evviva la sincerità propria dei campioni e dei bambini! Probabilmente per quanto ne sappiamo, è proprio così che si diventa un Mr Phelps!

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