La ginnastica correttiva è rivolta a bambini e ragazzi, ovvero a quei soggetti che sono ancora in crescita e la cui formazione ossea non è ancora definitiva e conseguentemente ancora modificabile attraverso un uso appropriato dell’esercizio fisico. E’ finalizzata non solo a correggere il difetto della postura, ma soprattutto a prevenire un futuro possibile peggioramento (scoliosi, cifosi o dorso curvo, iperlordosi, ecc).

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A chi si rivolge
La ginnastica correttiva si occupa di bambini e adolescenti perfettamente sani che però presentano paramorfismi, ovvero alterazioni nella forma e nell’atteggiamento del corpo che, senza difetti nella struttura ossea, comportano una alterazione della forma corporea (sono vizi di postura: atteggiamento scoliotico, portamento rilassato, dorso curvo, ecc).
Si parla invece di dismorfismi quando le alterazioni dello scheletro si cronicizzano e non possono essere modificate con la ginnastica correttiva in quanto l’osso si è stabilizzato nel nuovo “assetto”.
I paramorfismi, soprattutto nel periodo dell’età evolutiva, sono per lo più poco visibili e non provocano dolore; inoltre, nel caso vi sia una predisposizione, l’età scolare è il momento in cui esse si manifestano. Infatti, le statistiche parlano di oltre il 50% dei bambini che, dal primo ciclo della scuola elementare al terzo anno della scuola media, risultano portatori di paramorfismi che interessano il rachide, i piedi, il ginocchio. Infatti il corpo del bambino può essere sovraccaricato da un uso scorretto dello zaino, da posture sbagliate e dannose su sedie e scrivanie.
Per evitare che queste alterazioni fisiche si trasformino in dismorfismi (succede soprattutto in quelle che interessano la funzione statica della colonna vertebrale) è importante, se non fondamentale, che gli insegnanti e i genitori riescano a rilevarne la presenza fin dai primi anni di scuola. Tanto prima si riesce ad intervenire con la ginnastica correttiva, costante e continua, quanto migliori saranno i risultati affinché il ragazzo ridiventi in grado di assumere la posizione corretta e di mantenerla.

Gli obiettivi della posturale nel bambino
La capacità dell’esercizio fisico di plasmare il corpo a nostro piacimento è ancora più evidente durante il periodo della crescita (età evolutiva). Allora, sfruttando questa prerogativa dell’esercizio, si mira a migliorare la morfologia e la postura dei bambini e dei ragazzi che, con il crescere, vedono il proprio fisico indebolirsi e andare incontro a paramorfismi. Quindi la ginnastica posturale si prefigge l’obiettivo di correggere i paramorfismi e di modificare gli atteggiamenti scorretti.

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Come si ottiene tutto ciò
Si ottiene attraverso esercizi di allungamento delle retrazioni miofasciali, potenziamento dei muscoli deficitari, ricerca della postura corretta sia in situazioni dinamiche che statiche, percezione e autocorrezione dei difetti posturali.
Si insegna ai bambini e adolescenti ad avere un controllo sul proprio corpo e sui propri movimenti, per renderli più precisi e più sani.

Quando e quanto è consigliata praticarla
Le lezioni sono di tipo individuale, in modo tale da sviluppare un programma personalizzato sul bambino, in base alle sue necessità. La durata della seduta è di circa 1’ora, naturalmente può variare in base alla capacità del bambino di concentramento sull’esercizio. Prima di incominciare le lezione è opportuno sottoporre il bambino ad un’analisi posturale attraverso l’utilizzo di due apparecchiature: Postural Bench e Pedana Stabilometrica. La Postural Bench è una macchina che, attraverso sensori a pressione, permette di osservare le tensioni delle catene muscolari posteriori che sono la causa delle torsioni a livello dei tratti dorsale, lombare e sacro-iliaco. La Pedana Stabilometrica, invece, ci permette di analizzare il baricentro del paziente e quindi i disordini che esso provoca se è fuori asse quando egli è in posizione eretta. Ciò significa che viene valutata la posizione del paziente in ortostasi (in piedi) ovvero se la sua postura è più spostata in avanti, indietro o lateralmente, oltre alla valutazione degli arti anteriori.

L’alimentazione del bambino e dell’adolescente

Per sviluppare al massimo le loro potenzialità, i bambini devono assolutamente seguire una dieta sana. Le abitudini alimentari e sportive dell’infanzia e dell’adolescenza possono determinare la differenza tra salute e rischio di malattia negli anni successivi. Le diverse fasi del ciclo della vita impongono esigenze nutrizionali diverse. Dopo i 4 anni, il fabbisogno energetico per chilogrammo di peso corporeo diminuisce, ma la quantità effettiva di energia (calorie) necessaria aumenta man mano che il bambino cresce. Dai 5 anni all’adolescenza, c’è un periodo di crescita lenta ma costante. In alcuni bambini l’assunzione di ferro, calcio, vitamine A e D e vitamina C può essere inferiore ai livelli consigliati, anche se nella maggior parte dei casi le carenze sono improbabili, purché l’apporto energetico e proteico sia adeguato e si mangino cibi diversi, compresa frutta e verdura.
Pasti regolari e spuntini salutari che comprendano alimenti ricchi di carboidrati, frutta e verdura, latticini, carni magre, pesce, pollame, uova, legumi e noci dovrebbero contribuire ad una crescita e ad uno sviluppo corretto senza introdurre calorie eccessive con la dieta. I bambini hanno bisogno di bere molti liquidi, soprattutto se fa caldo o se praticano attività fisica. L’acqua è ovviamente una buona fonte di liquidi, priva di calorie. La varietà è importante nella dieta del bambino: si possono scegliere anche altre fonti di liquidi, come latte e bevande a base di latte (frullati, succhi ed estratti di frutta).
Le esigenze nutrizionali dei giovani sono influenzate in primo luogo dalla crescita improvvisa che si manifesta nella pubertà. Il picco di crescita si ha generalmente tra gli 11 e i 15 anni per le ragazze e tra i 13 e i 16 anni per i ragazzi. Il bisogno di nutrienti è notevolmente diverso da persona a persona e l’assunzione di cibo può variare enormemente da un giorno all’altro, cosicché la carenza o l’eccesso di un giorno può benissimo essere compensato il giorno successivo. In questo periodo della vita, si ha un maggior rischio di carenza di vari nutrienti, tra cui ferro e calcio.

Forza, determinazione e ottimismo sembrano essere gli ingredienti giusti che lo sport riesce ad apportare a chi lo pratica regolarmente; senza dimenticare che l’attività fisica è importante per combattere l’obesità, ha risvolti benefici sul cuore, garantendo la protezione cardiovascolare e contro l’ipertensione arteriosa. Ma quali attività fisiche dobbiamo compiere per sentirci meglio anche psicologicamente? Scopriamolo insieme.

CORSA possibilmente da praticare in luoghi particolarmente rilassanti, come, ad esempio, in mezzo alla natura di un parco o nelle zone vicino al mare. Può essere il modo più giusto per lasciarsi alle spalle le preoccupazioni e la vita frenetica della città e per ritrovare un miglior rapporto con il corpo. Alcune ricerche dimostrano come i benefici che si ricavano dalla corsa siano molto simili a quelli derivanti dalla meditazione.

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CICLISMO chi usa la bike sa bene come sia importante allenare le gambe e dare la possibilità alla mente di restare più in sintonia. Per questo sarebbe opportuno pedalare nel verde, per rilassarsi. La bicicletta garantisce anche una migliore respirazione e l’ossigenazione svolge un ruolo essenziale nel rilassare lo spirito. La pedalata va bene anche indoor, meglio nota come Group Cycling, perché simula il ciclismo su strada e si è seguiti da un istruttore che impartisce i ritmi di pedalata secondo la velocità della musica utilizzata.

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PILATES si basa sul rilassamento dei muscoli e sul mantenimento della corretta postura. Grazie a questi due principi lo sport in questione consente di sentirsi meglio velocemente, non solo fisicamente, ma anche nel conseguire il giusto equilibrio psichico.

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Acqua Fitness ci si può allenare dolcemente o in maniera più intensa. Si ha modo di scaricare le tensioni nervose all’interno di questo liquido ricco di simboli e carico di emozioni. L’acqua permette alla mente di rilassarsi e di ritrovare un rapporto più intimo con il proprio corpo.

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YOGA respirazione e meditazione sono le basi fondamentali dello yoga. Riduce l’ansia e la depressione, combatte l’insonnia, aiuta a diventare più consapevoli e quindi ad acquisire chiarezza mentale. Ma questi sono solamente alcuni dei benefici dello yoga, che aumenta la concentrazione, oltre a far bene al cuore, a sconfiggere il mal di schiena e a rallentare l’invecchiamento.

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Mantenere il benessere psicofisico anche sulla soglia dei cinquanta, all’apparire dei primi sintomi della menopausa, si può. Prima di tutto non va considerata come una malattia, ma come una fase della vita da affrontare con i mezzi giusti. Un’alimentazione sana è importante perché una dieta ricca di calcio e vitamina D è fondamentale sia nella prevenzione, sia nella cura dell’osteoporosi. Oltre a una corretta alimentazione, l’attività fisica è fondamentale per controllare l’aumento di peso, una complicazione della menopausa dovuta allo sbilanciarsi degli equilibri metabolici, ma soprattutto per la prevenzione dell’osteoporosi, e va iniziata il più precocemente possibile.

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Le terapie mediche dell’osteoporosi hanno un’efficacia nettamente superiore se unite alla giusta attività fisica. Altrettanto dicasi per le pratiche di mobilizzazione e allungamento, che hanno un ruolo utilissimo nel prevenire le rigidità articolari e le problematiche posturali. Non è mai troppo tardi per cominciare, purché l’allenamento sia progressivo per consentire alle ossa, che l’osteoporosi rende meno resistenti alle sollecitazioni e più fragili, di adattarsi. Oltre a tenere sotto controllo il peso, l’attività fisica consente inoltre di rinforzare e tonificare i muscoli, che rappresentano una sorta di “guaina protettrice” per le ossa.

Dai 45 ai 50 anni

Se si è in premenopausa, ma non si hanno problemi particolari, si può scegliere l’attività fisica che vuoi. E se non si ha mai praticato sport basta iniziare gradualmente.

– Corsa: solo dopo una visita medica con elettrocardiogramma sotto sforzo.

– Ginnastica: a corpo libero o con i pesi, ma rispettando i tempi di adattamento muscolare.

– Attività di gruppo: lezioni a impatto moderato con esercizi per tonificare e/o potenziare le parti del corpo che ne hanno più bisogno.

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– Stretching: senza controindicazioni.

– Addominali: puntare sulla tonificazione, per “sostenere” la colonna vertebrale.

Se abbiamo abbinato bene il nostro allenamento, che sia in acqua o in palestra, a una corretta alimentazione non avremo nulla da temere per una eventuale prova costume, altrimenti dovremo prepararci a fare delle belle camminate in montagna e rinunciare, al mare.

Scherzi a parte, sapere cosa mangiare prima e dopo l’attività motoria è fondamentale per rendere il proprio allenamento più efficace possibile. Ormai, dovreste aver capito che andare in palestra può essere una sofferenza, ma è d’aiuto per perdere i chili in più. Bisogna, però, evitare di andarci a stomaco vuoto e, anzi, scegliere attentamente un’alimentazione pre allenamento che faccia andare d’accordo dieta e sport.

Cosa mangiare prima

La dieta per l’attività sportiva è fondamentale perché, da un lato, crea tutti i presupposti necessari al raggiungimento di una prestazione ottimale, dall’altro, permette un recupero post-allenamento più efficace. È importante selezionare degli alimenti che siano altamente digeribili, che abbiamo un’elevata densità energetica quali:

1) petto di pollo con riso integrale, che garantiscono molta energia e pochi grassi;

​2) toast integrale dolce con un cucchiaio di miele o un toast integrale salato con fesa di tacchino e insalata, entrambi ricchi di fibre a lento rilascio;

3) insalata di ceci in succo di limone, super proteica e senza grassi.

Idealmente, il pasto deve avere circa 300 calorie e dev’essere consumato almeno tre ore prima dell’allenamento.
Come spuntino per l’allenamento, invece, sarebbe opportuno optare per un frutto come la banana che, ricca di potassio, protegge i muscoli durante la prestazione fisica. Assicuratevi di mangiarlo almeno mezz’ora prima dell’inizio dell’allenamento.

Cosa mangiare dopo

Cibarsi dopo l’attività motoria è fondamentale, contrariamente a quanto si pensa, ossia che subito dopo l’allenamento sia sbagliato mangiare perché tutte le calorie appena bruciate vengono reintegrate. Invece, mangiare dopo l’allenamento è l’unico modo per aumentare i risultati ottenuti durante “la fatica”. L’importante è saper scegliere gli alimenti giusti. Quello che proponiamo vale, come sopra, soltanto come spunto e non come vademecum.

1) Salmone al forno con asparagi;

2) tagliata di vitello con pomodori e rucola;

3) insalata di pomodori, cetrioli, feta e olive;

4) bresaola con olio d’oliva, succo di limone, rucola e grana.

 

L’acqua è l’ambiente naturale dei neonati, in fondo hanno nuotato per “soli nove mesi”. E questo legame con essa, se mantenuto nel tempo, ha effetti positivi sui bambini. E allora perché non continuare a praticare questa utile e bella attività motoria anche in età infantile?

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Consigliamo, quindi, di incominciare con un corso di acquaticità neonatale ossia l’attività riservata ai neonati e che verte sostanzialmente nel mantenere la cosiddetta acquaticità, che è tipica del neonato. Il corso ha come obiettivo il rafforzamento del legame genitore-bimbo attraverso il gioco in piena libertà, ma anche far familiarizzare il piccolo con l’acqua, ovviamente senza regole o costrizioni. I corsi di acquaticità possono essere iniziati solo dopo i 3 mesi, dopo le prime vaccinazioni, quando il sistema immunitario è già sufficientemente maturo. Indispensabile è un inserimento graduale in modo che il piccolo si abitui poco alla volta all’assenza di gravità e si può continuare sino ai 3 anni: all’inizio con cadenza settimanale e poi anche bisettimanale.

Superata la fase neonatale si passerà al Gioco nuoto dove il bambino imparerà a nuotare sotto forma di gioco e con l’ausilio dei braccioli fino ad arrivare all’apprendimento delle varie tecniche natatorie.

Foto: covsf.com

Tuttavia molti bambini hanno il terrore dell’acqua e, spiace doverlo ammettere, ma spesso questa fobia viene trasmessa proprio dai genitori, anche se non ne sono consapevoli. Difficilmente i bambini molto piccoli nutrono avversione per l’acqua. Anzi, la riconoscono come elemento piacevole e familiare poiché hanno vissuto nel liquido amniotico nella fase prenatale. Eppure per molti il primo approccio può diventare fonte di timori. Cosa fare allora per evitarlo? Innanzitutto mai intimorirli con frasi del tipo: <<se non impari a nuotare puoi affogare>>, ma nemmeno mostrarsi troppo apprensivi quando i propri figli sono in acqua, trasmettendo loro solamente ansie e paure. In entrambi i casi il bambino vivrebbe l’esperienza in maniera negativa e difficile da gestire emotivamente. Meglio cercare di stimolare la curiosità dei piccoli visitando insieme la piscina, guardando e ridendo degli altri bimbi che nuotano.

In questo modo avrà il tempo di maturare l’idea di provare il nuoto. Ogni bambino ha una storia particolare con l’acqua e avrà bisogno dei suoi tempi di ambientamento per amarla. L’importante è che il nuoto e la frequentazione della piscina diventino per lui un’occasione di divertimento e non di terrore.

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La piscina, soprattutto d’estate, diventa un luogo di apprendimento e di divertimento per i bambini, che amano socializzare tra loro godendo in primis dei vantaggi di stare all’aria aperta. Per cui cari genitori fateli imparare a nuotare sin da neonati e fateli divertire!!

BAMBINI E SICUREZZA IN SPIAGGIA. I 10 CONSIGLI DEL PEDIATRA

Dopo il pasto quanto tempo bisogna attendere prima di entrare in acqua?  In quale ora è preferibile far esporre al sole i più piccoli senza alcun rischio? Cosa è preferibile bere per dissetarsi? A questi e tanti altri quesiti risponde il pediatra di Milano Italo Farnetani, che regala ai genitori italiani la top ten dei consigli per una vacanza al mare coi bimbi in sicurezza. Vediamo di cosa si tratta.

1) Non è necessario attendere due ore dal termine del pasto prima di fare il bagno. Infatti, se l’acqua non è particolarmente fredda e il pasto non troppo abbondante, si può fare il bagno appena finito di mangiare. I bambini possono stare in acqua quanto vogliono, tanto appena sentiranno freddo, saranno loro stessi a voler uscire.

2) A parte il caso dei piccolissimi, è vero che dalle 12 alle 16 le radiazioni solari sono molto intense, ma considerando che in vacanza ci si sta una o due settimane, perciò per un tempo limitato, basterà applicare una crema solare protettiva per sfruttare al massimo i pochi giorni di ferie. Si deve applicare la crema protettiva anche quando si è già abbronzati: infatti non serve solo a evitare le scottature, ma anche a prevenire i danni provocati dal sole. Ricordando di spalmare bene la crema sulle orecchie e il collo.

3) Se il cappello dà noia si può non usare, basta bagnare frequentemente la testa. In genere il bambino fino a 6 mesi tiene il cappello in testa perché non riesce a stare seduto e così non ha le mani libere, poi se lo toglie perché gli dà fastidio. <<Allora è bene non insistere e lasciar perdere>>, suggerisce.

4) In estate si deve avere una particolare cura della pelle, perché sole, sudore e infezioni possono danneggiarla. <<Per difenderla va lavata spesso. Anche al bimbo piccolo il bagno va fatto una volta al giorno, ma spesso non basta: si deve lavare anche più volte in una stessa giornata, per rimuovere il sudore dalla pelle. Poiché sole e vento tendono a seccare la pelle si deve usare, almeno una volta al giorno, una crema emolliente e idratante. Questa andrà spalmata tre volte al giorno quando la pelle diventa ruvida, secca, indurita, screpolata, desquamata o arrossata>>.

5) Usare sempre le ciabatte quando si sta in piscina o si fa la doccia in luoghi pubblici. Senza, si rischia di contrarre micosi o verruche. Vanno evitate le scarpe di gomma, perché con il sudore si macera la pelle dei piedi favorendo la formazione di micosi o infezioni batteriche. I sandali in plastica vanno bene, mentre contrariamente a quanto si pensa non vanno bene quelli in cuoio perché, durante la conciatura, possono essere stati usati prodotti in grado di dare reazioni. Via libera a infradito e sandali.

6) Quando è possibile, <<usare l’aria condizionata, sia in casa sia in auto. Si può utilizzare senza problemi anche di notte>>, anzi si otterranno tutti i vantaggi di un’atmosfera più gradevole e amica del sonno, ma è bene non regolarla in modo che sia troppo bassa.

7) L’aereo allevia molti disagi degli spostamenti, soprattutto quando sono molto lunghi. Tutti possono prendere l’aereo, anche i bambini appena nati, che possono andare anche in barca.

8) Il pomeriggio deve andare a dormire solo chi ha sonno, perché abituare il bimbo a stare sveglio a letto può favorire la comparsa dell’insonnia, che è il disturbo del sonno più diffuso. E’ opportuno anche non farlo dormire troppo al pomeriggio per evitare le difficoltà ad addormentarsi la sera.

9) Quando bambini e adolescenti non hanno fame, <<non vanno forzati a mangiare>>. In estate è prevedibile che abbiano meno appetito. Soprattutto nelle giornate afose bambini e adolescenti rifiutano i cibi caldi (per esempio il latte o il tè) anche per la prima colazione. Per evitare che saltino la prima colazione che, invece, è fondamentale basterà fargli scegliere ciò che vogliono. I genitori possono proporre yogurt, prosciutto e melone, succhi di frutta, latte freddo, eventualmente con cereali secchi. Per gli altri pasti è bene far scegliere ai bambini i cibi che gradiscono maggiormente. Il gelato può sostituire un pasto principale, per esempio merenda o spuntino di metà mattinata, o anche la prima colazione, <<ma non deve essere dato mai fuori pasto>>.

10) L’acqua è la bevanda ideale soprattutto d’estate. Va bene anche gassata e fresca. L’anidride carbonica contenuta nelle bollicine della minerale gassata ne rallenta la contaminazione da parte dei batteri, perciò è più difficile che d’estate si infetti. No, infine, alle bibite ‘ghiacciate’, <<anche se comunque il bambino direbbe che ‘pizzicano’ e non le berrebbe>>.

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Il mare è bello e piacevole, ma può nascondere insidie e pericoli anche quando è molto calmo.

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D’estate i bambini non vedono l’ora di entrare in acqua, ma basta un attimo perché il piccolo perda conoscenza in acqua e il problema non va sottovalutato neppure dove l’acqua è molto bassa. Tuttavia niente allarmismi: lasciate che i bambini si divertano, ma non distraetevi mai mentre sono in mare o in piscina anche se sono provvisti di braccioli.

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Ecco alcuni semplici consigli utili per evitare eventuali pericoli e godervi sole e mare in tutta sicurezza:

  • Per cominciare, prima di recarvi al mare fate in modo che il piccolo prenda confidenza con l’acqua. Anche una piccola piscina gonfiabile può rivelarsi utile.
  • I bambini dai 4 anni in su è bene che frequentino un corso di nuoto prima di andare al mare. Nella maggior parte delle città, le piscine organizzano spesso tutta una serie di corsi speciali per bambini molto piccoli in modo da abituarli al contatto con l’acqua e a non averne paura.
  • Scegliete sempre spiagge sorvegliate da bagnini.
  • Non fate mai fare il bagnetto al piccolo in presenza di bandiera gialla o rossa.
  • Insegnate loro che in mare si entra solo se muniti di braccioli.
  • Prestate molta attenzione se i bimbi fanno il bagno con salvagente, materassini o animali gonfiabili: possono allontanarli facilmente dalla riva.
  • Mai lasciare il bimbo da solo in acqua: anche un crampo o un’onda improvvisa possono causare problemi.
  • È inoltre importante che anche i genitori sappiano valutare bene le proprie capacità natatorie e la loro effettiva capacità di intervento in caso di eventuali pericoli.
  • Badate bene anche alla temperatura dell’acqua prima di far entrare il bambino in acqua: se è molto fredda e il piccolo è accaldato potrebbe rischiare uno shock termico. Fate quindi in modo che l’ingresso in acqua sia lento e graduale.
  • Mai fare il bagno in mare dopo aver mangiato: è necessario far passare almeno tre ore da un pasto completo e due da uno spuntino, anche se si tratta solo di un panino o un gelato.
  • Mai in acqua neppure dopo aver bevuto una bibita fredda.
  • Infine, prestate attenzione anche se i bambini non sono proprio piccoli e vietate loro di tuffarsi, soprattutto se l’acqua è bassa, e di giocare a rimanere sott’acqua in apnea: in entrambi i casi è molto pericoloso.

Bici quanti benefici! No non abbiamo cambiato claim, il nostro resta sempre “healthy lifestyle”, che ben si sposa con il concetto “pedalare è un toccasana, fa bene alla salute, non inquina, non danneggia le articolazioni e diminuisce l’affaticamento”. Per la stagione 2017/18, sottoscrivendo un abbonamento:

  • con una spesa minima di 320,00 € è possibile ricevere una BICICLETTA MODELLO FREJUS sia da uomo, sia donna rilasciando un contributo di sole 100,00 €;
  • con una spesa minima di 540,00 € è possibile ricevere una BICICLETTA MODELLO FREJUS sia da uomo, sia donna rilasciando un contributo di sole 60,00 €;
  • con una spesa di 1.200,00 € è possibile ricevere una BICICLETTA MODELLO FREJUS sia da uomo, sia donna in OMAGGIO senza rilasciare, quindi, alcun contributo.

Alla sottoscrizione dell’abbonamento il socio dovrà leggere e firmare un regolamento, che pubblichiamo sul nostro sito, e che comunque sarà consegnato al suddetto dal proprio consulente wellness. Per questo tipo di offerta è obbligatorio recarsi presso il Club.

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Scegliere la location dove si vuol trascorrere una giornata rilassante è molto importante: il panorama, la scelta dei materiali utilizzati, la musica soft, un particolare dettaglio… tutto ciò fa la differenza. Noi crediamo che il nostro Solarium sia il luogo ideale per trascorrere piacevoli giornate in compagnia dei propri cari, approfittando anche della presenza di un lounge bar e di un comodo baldacchino dove godersi massaggi outdoor. Abbiamo ben pensato, a riguardo, di creare un vero e proprio “vademecum” sui valori del nostro Solarium e sul perché sceglierlo. Buona lettura.

  1. La posizione panoramica in cui l’area si trova contribuisce alla sensazione di relax assoluto fino al tramontar del sole;
  2. il pavimento in legno naturale, di cui entrambi i terrazzi sono composti, trasmette una sensazione di serenità e benessere;
  3. la scelta della tipologia di ombrelloni e chaise longue permette di vivere un’esperienza in una location remota;
  4. la presenza di un’area Spa outdoor, dove effettuare massaggi rilassanti, rasserena la mente;
  5. l’esclusivo lounge bar estivo rende l’area simile ad un villaggio vacanze dove poter sorseggiare ottimi drink e gustare squisite pietanze nella pausa pranzo;
  6. la piscina con acqua salata, contornata dallo splendido reef del mar Rosso, è molto emozionante. Inoltre, essendo priva di cloro, non irrita la pelle né causa l’arrossamento degli occhi in quanto si avvicina alla percentuale di sale presente nel nostro corpo. Ultimo, ma non meno importante, apporta molti benefici per la nostra salute.

La talassoterapia presente nella nostra piscina con acqua salata è utile perché:

  • combatte l’artrosi;
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Quest’ultimo aggiornamento nella gamma di prodotti professionali Tanita permette di avere risultati veloci e accurati in pochi secondi. L’analisi così è essenziale per fornire una consulenza personalizzata e approfondita su tutti gli aspetti della composizione corporea. La possibilità di registrare gli utenti e monitorare i loro progressi sono uno strumento prezioso per dimostrare l’efficacia di qualsiasi dieta, trattamento, o programma di fitness.

Profilo cliente

L’immissione dei dati personali identificazione costituito da un massimo di 16 cifre alfanumeriche.

Dettagli composizione corporea

Mostra i componenti di base della composizione corporea. I dati sono rappresentati in kg e percentuale per fornire un quadro chiaro dello stato di salute e forma fisica. La gamma desiderabile, mentre il Target è preimpostato dal professionista in modo da poter agire come motivatore.

Valutazione fisica

La valutazione fisica valuta i muscoli e la massa grassa classificando i soggetti in 9 tipologie. Al cambio dei livelli di attività nel tempo varierà l’equilibrio del grasso corporeo e il tono  muscolare, variando così la tipologia.

Analisi segmentale

Le letture segmentali forniscono informazioni approfondite per le singole braccia e gambe e la zona del tronco. Confrontando i risultati dei valori medi indicati, l’utente può immediatamente comparare i livelli di grasso e muscoli.

Bilanciamento massa muscolare

Mostra la comparazione tra massa muscolare del lato sinistro e destro del corpo.

BMR / VFR / TBW

Il metabolismo basale (BMR) mostra il numero di calorie necessarie per mantenere il funzionamento del corpo a riposo totale. Questo è ulteriormente supportato da un grafico che mostra l’efficacia del bruciare calorie.

Il grasso viscerale (VFR) è il grasso nocivo nella zona addominale. La valutazione indica se il livello è all’interno della gamma sana. I livelli di acqua corporea sono particolarmente importante per i pazienti anziani, i bambini e gli atleti.

L’acqua corporea totale (TBW) mostra il peso e la percentuale di acqua nel corpo. Questa è ulteriormente suddivisa in livelli di acqua extra e intracellulare. Il rapporto ECW/TBW mostra la relazione tra acqua extracellulare e acqua corporea totale. Il livello ottimale è stimato nel 40 %.

Punteggio muscoli gambe

Un punteggio viene dato alle condizioni fisiche dell’utente e comparato con valori medi sani per sesso ed età. Il punteggio è basato sulla massa muscolare gamba dell’utilizzatore diviso per il peso corporeo (es. 20-25 anni in buona salute di età dovrebbe ottenere un punteggio di 100.)

Distribuzione massa grassa

Il rapporto per ridurre la massa grassa viene calcolato e comparato con valori di soggetti sani, sia in base al sesso che l’età.

Letture di resistenza reattanza e angolo di fase.

La tabella Resistenza reattanza indica la misurazione del flusso di impedenza a ciascuno dei 3 segnali multifrequenza. L’angolo di fase è anche mostrato come HL = mano sinistra -RL = gamba destra, LL = gamba sinistra, RH = mano destra, LH = gamba.