Definizione dell’attività professionale

L’insegnante di metodo Feldenkrais® opera nel settore dell’educazione somatica, studia il movimento umano e la sua relazione con l’apprendimento e la consapevolezza. La sua azione ha un ampio spettro di applicazioni: può rivelare e cambiare i comportamenti abituali responsabili di condizioni di tensione e dolore; facilita e consente il miglioramento delle capacità e delle funzionalità motorie; insegnato ad atleti, artisti, musicisti, danzatori può migliorare le loro capacità; è adatto a tutte le età e condizioni fisiche.

Il metodo ha due modalità d’insegnamento: lezioni collettive di “Consapevolezza Attraverso il Movimento” (CAM)* e lezioni individuali di “Integrazione Funzionale” (IF). Le lezioni sono condotte dall’insegnante utilizzando indicazioni verbali oppure il tocco delle mani come indicazione di movimento. In base al tipo di lezione e a seconda della posizione, della comodità e di altre eventuali necessità dell’allievo, nelle lezioni si usano supporti e sostegni di vario tipo: tavolo Feldenkrais®, sedie, rulli e cuscini. Durante le lezioni di CAM o di IF gli allievi indossano abiti comodi. In accordo con le ultime ricerche delle Neuroscienze, l’insegnante Feldenkrais® sviluppa e affina la sua capacità di osservazione degli schemi motori, porta l’attenzione dell’allievo sulle proprie percezioni sensoriali e sul proprio senso cinestesico, per favorirne l’organizzazione psicomotoria e l’ampliamento dell’immagine di sé.

* : in Italia si usa anche il termine Conoscersi attraverso il movimento, sempre con acronimo CAM.

Consapevolezza Attraverso il Movimento (CAM)

L’insegnante guida con la voce il gruppo degli allievi dando indicazioni che li orientano a un’osservazione attenta del corpo in movimento. La lezione Feldenkrais® consiste in una esplorazione del modo in cui ci muoviamo che permette di diventare consapevoli delle proprie abitudini motorie e allo stesso tempo di scoprire nuove possibilità che permettono di riorganizzare gli schemi abituali, spesso disfunzionali o controproducenti.

Integrazione Funzionale (IF)

Nel lavoro individuale di Integrazione Funzionale, l’insegnante tocca e muove la persona in maniera rispettosa e non invasiva, per aiutarla a diventare consapevole dei propri processi motori. L’integrazione Funzionale è una tecnica delicatissima e non invasiva, il tocco è gentile e rispettoso, la funzione è di comunicare alla persona informazioni su di sé, non di correggere bensì di suggerire alternative o ulteriori possibilità di organizzazione.

Fonte: AIIMF Associazione Italiana Insegnanti Metodo Feldenkrais®

Forza, determinazione e ottimismo sembrano essere gli ingredienti giusti che lo sport riesce ad apportare a chi lo pratica regolarmente; senza dimenticare che l’attività fisica è importante per combattere l’obesità, ha risvolti benefici sul cuore, garantendo la protezione cardiovascolare e contro l’ipertensione arteriosa. Ma quali attività fisiche dobbiamo compiere per sentirci meglio anche psicologicamente? Scopriamolo insieme.

CORSA possibilmente da praticare in luoghi particolarmente rilassanti, come, ad esempio, in mezzo alla natura di un parco o nelle zone vicino al mare. Può essere il modo più giusto per lasciarsi alle spalle le preoccupazioni e la vita frenetica della città e per ritrovare un miglior rapporto con il corpo. Alcune ricerche dimostrano come i benefici che si ricavano dalla corsa siano molto simili a quelli derivanti dalla meditazione.

Foto:caribbeancr.edublogs.org

CICLISMO chi usa la bike sa bene come sia importante allenare le gambe e dare la possibilità alla mente di restare più in sintonia. Per questo sarebbe opportuno pedalare nel verde, per rilassarsi. La bicicletta garantisce anche una migliore respirazione e l’ossigenazione svolge un ruolo essenziale nel rilassare lo spirito. La pedalata va bene anche indoor, meglio nota come Group Cycling, perché simula il ciclismo su strada e si è seguiti da un istruttore che impartisce i ritmi di pedalata secondo la velocità della musica utilizzata.

Foto: blog.codyapp.com

PILATES si basa sul rilassamento dei muscoli e sul mantenimento della corretta postura. Grazie a questi due principi lo sport in questione consente di sentirsi meglio velocemente, non solo fisicamente, ma anche nel conseguire il giusto equilibrio psichico.

Foto: fitnessnetwork.com.au

Acqua Fitness ci si può allenare dolcemente o in maniera più intensa. Si ha modo di scaricare le tensioni nervose all’interno di questo liquido ricco di simboli e carico di emozioni. L’acqua permette alla mente di rilassarsi e di ritrovare un rapporto più intimo con il proprio corpo.

Foto: ecspedycja.eu

YOGA respirazione e meditazione sono le basi fondamentali dello yoga. Riduce l’ansia e la depressione, combatte l’insonnia, aiuta a diventare più consapevoli e quindi ad acquisire chiarezza mentale. Ma questi sono solamente alcuni dei benefici dello yoga, che aumenta la concentrazione, oltre a far bene al cuore, a sconfiggere il mal di schiena e a rallentare l’invecchiamento.

Foto: dolphinsquare.co.uk

 

Mantenere il benessere psicofisico anche sulla soglia dei cinquanta, all’apparire dei primi sintomi della menopausa, si può. Prima di tutto non va considerata come una malattia, ma come una fase della vita da affrontare con i mezzi giusti. Un’alimentazione sana è importante perché una dieta ricca di calcio e vitamina D è fondamentale sia nella prevenzione, sia nella cura dell’osteoporosi. Oltre a una corretta alimentazione, l’attività fisica è fondamentale per controllare l’aumento di peso, una complicazione della menopausa dovuta allo sbilanciarsi degli equilibri metabolici, ma soprattutto per la prevenzione dell’osteoporosi, e va iniziata il più precocemente possibile.

Foto: telegraph.co.uk

Le terapie mediche dell’osteoporosi hanno un’efficacia nettamente superiore se unite alla giusta attività fisica. Altrettanto dicasi per le pratiche di mobilizzazione e allungamento, che hanno un ruolo utilissimo nel prevenire le rigidità articolari e le problematiche posturali. Non è mai troppo tardi per cominciare, purché l’allenamento sia progressivo per consentire alle ossa, che l’osteoporosi rende meno resistenti alle sollecitazioni e più fragili, di adattarsi. Oltre a tenere sotto controllo il peso, l’attività fisica consente inoltre di rinforzare e tonificare i muscoli, che rappresentano una sorta di “guaina protettrice” per le ossa.

Dai 45 ai 50 anni

Se si è in premenopausa, ma non si hanno problemi particolari, si può scegliere l’attività fisica che vuoi. E se non si ha mai praticato sport basta iniziare gradualmente.

– Corsa: solo dopo una visita medica con elettrocardiogramma sotto sforzo.

– Ginnastica: a corpo libero o con i pesi, ma rispettando i tempi di adattamento muscolare.

– Attività di gruppo: lezioni a impatto moderato con esercizi per tonificare e/o potenziare le parti del corpo che ne hanno più bisogno.

Foto: munfitnessblog.com

– Stretching: senza controindicazioni.

– Addominali: puntare sulla tonificazione, per “sostenere” la colonna vertebrale.

Se abbiamo abbinato bene il nostro allenamento, che sia in acqua o in palestra, a una corretta alimentazione non avremo nulla da temere per una eventuale prova costume, altrimenti dovremo prepararci a fare delle belle camminate in montagna e rinunciare, al mare.

Scherzi a parte, sapere cosa mangiare prima e dopo l’attività motoria è fondamentale per rendere il proprio allenamento più efficace possibile. Ormai, dovreste aver capito che andare in palestra può essere una sofferenza, ma è d’aiuto per perdere i chili in più. Bisogna, però, evitare di andarci a stomaco vuoto e, anzi, scegliere attentamente un’alimentazione pre allenamento che faccia andare d’accordo dieta e sport.

Cosa mangiare prima

La dieta per l’attività sportiva è fondamentale perché, da un lato, crea tutti i presupposti necessari al raggiungimento di una prestazione ottimale, dall’altro, permette un recupero post-allenamento più efficace. È importante selezionare degli alimenti che siano altamente digeribili, che abbiamo un’elevata densità energetica quali:

1) petto di pollo con riso integrale, che garantiscono molta energia e pochi grassi;

​2) toast integrale dolce con un cucchiaio di miele o un toast integrale salato con fesa di tacchino e insalata, entrambi ricchi di fibre a lento rilascio;

3) insalata di ceci in succo di limone, super proteica e senza grassi.

Idealmente, il pasto deve avere circa 300 calorie e dev’essere consumato almeno tre ore prima dell’allenamento.
Come spuntino per l’allenamento, invece, sarebbe opportuno optare per un frutto come la banana che, ricca di potassio, protegge i muscoli durante la prestazione fisica. Assicuratevi di mangiarlo almeno mezz’ora prima dell’inizio dell’allenamento.

Cosa mangiare dopo

Cibarsi dopo l’attività motoria è fondamentale, contrariamente a quanto si pensa, ossia che subito dopo l’allenamento sia sbagliato mangiare perché tutte le calorie appena bruciate vengono reintegrate. Invece, mangiare dopo l’allenamento è l’unico modo per aumentare i risultati ottenuti durante “la fatica”. L’importante è saper scegliere gli alimenti giusti. Quello che proponiamo vale, come sopra, soltanto come spunto e non come vademecum.

1) Salmone al forno con asparagi;

2) tagliata di vitello con pomodori e rucola;

3) insalata di pomodori, cetrioli, feta e olive;

4) bresaola con olio d’oliva, succo di limone, rucola e grana.

 

La si vede di diversi colori e, se non la si conosce, si pensa sia una semplice palla da gioco. E invece no! Si chiama fitball e altro non è che una palla colorata in pvc piena d’aria, dal diametro e dalla circonferenza variabili e compresi tra i 55 e i 75 cm, adoperata per la salute (non a caso viene utilizzata spesso nella riabilitazione motoria) e la forma fisica.

Foto: optimumhealthfleet.co.uk

Questo attrezzo, se impiegato nel modo corretto, procura tanti benefici quali:

  • aiuta il recupero post traumatico delle articolazioni;
  • migliora l’equilibrio e la postura;
  • stimola il sistema cardiovascolare;
  • è utile in gravidanza perché consente movimenti che facilitano il parto;
  • tonifica i muscoli;
  • favorisce il dimagrimento;
  • attiva costantemente i recettori propriocettivi dell’organismo.

Da utilizzare è semplice, se si possiede una ottima preparazione atletica e una buona conoscenza dell’attrezzo per poter effettuare un allenamento globale; al contrario se si è alle prime armi è meglio affidarsi a un personal trainer. Per i neofiti è opportuno approcciarsi con esercizi basici quali:

  • Gambe e glutei: palla al muro, schiena completamente in appoggio sulla palla. Partendo dalla posizione eretta, piegare le gambe fino a formare un angolo retto, poi risalire. Inspirare quando si scende, espirare quando si sale. Effettuare 2 serie da 10/15 ripetizioni.

Foto: evolutionfit.it

  • Addominali: supino (pancia in su), schiena (parte lombare) in appoggio sulla palla, piedi a terra e gambe leggermente divaricate. Mani dietro la nuca. Sollevare il busto verso l’alto, tenendo la testa appoggiata alle mani e lo sguardo rivolto verso l’alto (come per eseguire un crunch). Non portare il collo in avanti. Espirare in salita, inspirare in discesa. Effettuare 2 serie da 20 ripetizioni.

Foto: abcallenamento.it

  • Petto e braccia: prono (pancia in giù), piedi sulla palla, mani a terra alla stessa larghezza delle spalle. Piegare le braccia portando il petto vicino a terra, poi risalire. Espirare in risalita, inspirare in discesa. Effettuare due 2 serie da 10/12 ripetizioni.

Foto: leanitup.com

Questi sono solamente alcuni dei tanti esercizi che si possono eseguire. Tuttavia la fitball non si utilizza soltanto per gli allenamenti ma, come già detto sopra, corregge anche la postura: non a caso la si consiglia in ufficio al posto della classica sedia da scrivania. Impiegata in questo modo, questo attrezzo permette di mantenere la curva naturale della bassa schiena (lordosi) evitando carichi ulteriori sulla colonna, dovuti alla posizione seduta prolungata.

Foto: iltuoallenamento.it

Si pedala in gruppo su una bici stazionaria seguendo le indicazioni di un istruttore qualificato, cercando il sincronismo con una musica di sottofondo che varia in funzione del tipo di attività che si sta svolgendo e immaginando scenari naturali entro cui gestire lo sforzo fisico. Il Group Cycling, allenamento aerobico importato in Europa nel 1995 dagli Stati Uniti, nasce come preparazione in luoghi chiusi per il ciclismo su strada (indoor cycling) e ha una sua evoluzione tecnica grazie al suo inventore Johnny G., un ciclista americano che ha creato un metodo d’allenamento. Il metodo ha integrato la tecnica di pedalata a varie velocità, la tecnica di concentrazione e coinvolgimento tipico del training autogeno con l’ausilio di scelte musicali appropriate.

Le posture base

Sono in tutto 5 le posture che si utlizzno in questa disciplina. Seated flat: è la più semplice e può essere utilizzata in qualsiasi momento; si è seduti con le braccia leggermente flesse e con le mani che impugnano saldamente il manubrio. Seated climbing: è utile quando si deve affrontare una salita di lieve entità; il bacino è sulla sella arretrato, in modo tale da avere una maggiore capacità di spinta sui pedali, le braccia sono leggermente flesse e le mani impugnano il manubrio appena prima delle sue curve laterali. Standing flat: si sta eretti sui pedali con i glutei vicini alla punta della sella. Le braccia sono leggermente flesse con le mani appoggiate sul manubrio. Questa posizione impegna molto gli arti inferiori e, di conseguenza, è bene adottare una resistenza leggera. Standing climbing: utile per gli allenamenti alla salita è la posizione più impegnativa dal punto di vista organico e muscolare. Il corpo è sollevato e spostato in avanti, le mani sul manubrio sono molto avanzate. Jumping: in questa postura il busto si solleva continuamente dalla sella come a simulare scatti improvvisi. Le mani sono appena appoggiate sul manubrio e distanti circa 30 centimetri. Nel jumping il ritmo e resistenza possono variare in funzione da quanto richiesto dall’istruttore.

Arké rappresenta la soluzione ideale per un allenamento funzionale, con l’obiettivo di migliorare il livello di benessere generale dei nostri soci. Gli attrezzi della linea Arké presenti in Aqvaworld garantiscono un allenamento mirato a migliorare le seguenti capacità:
• coordinazione;
• stabilità;
• equilibrio;
• flessibilità;
• agilità.
Ottimi risultati sono garantiti in breve tempo; inoltre, l’allenamento con strumenti della linea Arké non presenta alcun effetto collaterale, garantendo la cura e la funzionalità di muscoli, ossa e articolazioni. Questo tipo di allenamento, in sostanza, è consigliato a chi intende sviluppare progressivamente nel tempo ogni funzionalità del proprio corpo, trasferendo i risultati dell’allenamento in palestra nei movimenti della vita quotidiana.

Kinesis One è un’unità indipendente e facilmente accessibile, capace di generare un interesse duraturo in molti degli utenti di una palestra e facilmente posizionabile negli spazi interni del Club. L’attrezzo è composto da due pacchi pesi nascosti alla vista, che consentono agli utilizzatori di esplorare una serie infinita di movimenti ed esercizi naturali, ritrovare il piacere dei movimenti naturali e provare l’entusiasmo di un allenamento speciale.

Kinesis One, inoltre, è certificata per l’utilizzo medico e la riabilitazione, rappresentando uno strumento prezioso per gli utenti con problemi di mobilità o in riabilitazione in seguito ad un incidente o infortunio sportivo. Un unico attrezzo per eseguire una vasta gamma di esercizi e di programmi approvati da medici.

Allena i movimenti di trazione e permette di rinforzare i muscoli che migliorano l’efficienza dei movimenti quotidiani. High Pull è stata progettata per effettuare movimenti di trazione su un piano frontale, così da permettere un allenamento che rinforza e rende più efficienti i movimenti che coinvolgono i muscoli della parte alta del corpo. La macchina è dotata di due rulli regolabili che servono per stabilizzarsi durante l’esercizio. I poggiapiedi offrono ulteriore stabilizzazione e consentono di ampliare la varietà degli esercizi possibili. Allenarsi in modo corretto è molto semplice perché le impugnature della stazione hanno una disposizione predefinita nello spazio, che rende i propri gesti intuitivi e controllati. Grazie alla Full Gravity Technology, con High Pull si eseguono tutti i movimenti senza alcuna interferenza tra il cavo e le parti del corpo. Iniziare l’esercizio è semplice perché l’impugnatura ergonomica è sempre pronta all’utilizzo e si adatta alla tua altezza nel momento in cui la si impugna. Il doppio pacco pesi consente di allenarsi in modo più efficace perché è possibile eseguire l’allenamento alternato o reciproco, sempre sotto carico.

 

Stimola l’esecuzione di movimenti funzionali migliorando e facilitando i propri gesti quotidiani. Low Pull è la macchina che permette di eseguire movimenti di trazione sul piano sagittale aiutando ad allenare e rendere più efficienti i movimenti che coinvolgono i muscoli del dorso e delle braccia. La posizione corretta e la stabilità sono garantite dalla presenza di un supporto tibiale. Il poggiapiedi permette invece di aumentare la varietà di esercizi eseguibili. Il movimento è semplice: sedendosi di fronte alla macchina è possibile iniziare l’allenamento compiendo gesti di trazione. Usare Low Pull è coinvolgente e intuitivo perché: l’impugnatura ergonomica non richiede regolazione dell’uscita dei cavi. Una volta afferrata, si ha la possibilità di iniziare subito l’esercizio; l’unica cosa da scegliere è il carico di lavoro. Dotata di Full Gravity Technology, il sistema di cavi di Low Pull è studiato per consentire di eseguire tutti i movimenti senza alcuna interferenza tra i cavi e le parti del corpo. Le impugnature della stazione hanno una disposizione predefinita nello spazio, per questo i propri gesti sono intuitivi e sicuri. Il doppio pacco pesi permette di allenarsi su esercizi alternati o reciproci con maggiore efficacia perché sempre sotto carico.