Cosa è meglio mangiare prima di andare ad allenarsi in piscina e quanto tempo prima è meglio farlo? In generale che si tratti di nuoto, acquafitness, palestra o qualsiasi altra attività motoria, mangiare prima è fondamentale. Questo perché il corpo ha bisogno di carburante da bruciare, e solo il cibo può fornirgli l’energia di cui ha bisogno per svolgere la sua attività. Per il nuoto la questione si fa particolarmente delicata: mangiare troppo poco o troppo tempo prima potrebbe non servire più a nulla, mangiare parecchio o poco prima di entrare inacqua rischierebbe invece di creare problemi di digestione anche seri. Underwater.jpeg-300x163 Nuoto: cosa mangiare prima e dopo

Cosa mangiare prima del nuoto e quanto tempo prima di entrare in acqua? E’ consigliabile innanzitutto idrattarsi  bevendo molto affinché il fisico possa rendere al meglio! Se si arriva in acqua già ben idratati, si evitano i crampi e la perdita improvvisa di sali minerali. Per quanto riguarda il cibo, è meglio scegliere alimenti ad alta digeribilità, privi cioè di grassi saturi e proteine complesse. Da evitare del tutto quindi cibi pesanti come formaggi o bevande gasate o alcol. Via libera invece ai carboidrati che ci regaleranno parecchia energia, ma senza mai esagerare. Il pasto va fatto almeno due ore e mezza prima per poter essere digerito e non rischiare di entrare in acqua mentre il nostro apparato digestivo è ancora impegnato (e affaticato).

Cosa mangiare prima di fare nuoto al mattino? Mai saltare la colazione! Se volete allenarvi al mattino, vi basterà mangiare poco e almeno un’ora prima di entrare in acqua. Potete scegliere, ad esempio, tra un paio di fette biscottate con miele e un bicchiere di latte e caffè; una tazza di latte con (pochi) cereali; un piccolo toast con spremuta d’arancia.

Cosa mangiare prima di fare nuoto in pausa pranzo o nel tardo pomeriggio? Se non si ha il tempo di pranzare o cenare prima di andare ad allenarsi, ricordatevi comunque di fare uno spuntino un’ora prima. Potete scegliere tra un toast o un frutto, oppure uno yogurt coi cereali. Il pranzo vero e proprio o la cena saranno rimandati al dopo-allenamento.  img_8615.jpeg-300x171 Nuoto: cosa mangiare prima e dopo

Cosa mangiare prima di fare nuoto la sera? Nel caso decideste di allenarvi dopo pranzo o dopo cena, ricordate sempre di far passare almeno un paio d’ore dai pasti. Scegliete dei carboidrati che da danno energia, ma in porzioni ridotte. Un bel piatto di pasta leggero, ad esempio, o una zuppa di cereali.

La salute e la forma fisica non possono prescindere dalla nostra alimentazione quotidiana e bilanciare gli alimenti in ogni pasto e spuntino è il primo segreto. Gli alimenti vanno identificati secondo l’indice glicemico e il carico glicemico – e non unicamente le calorie – che sono, invece, parametri fisiologici e che si riferiscono alla qualità e alla quantità dei cibi. In pratica questi due parametri forniscono un’indicazione reale dell’effetto di un certo alimento e della sua quantità nell’organismo una volta consumato. Ad esempio, un pasto composto da alimenti ad alto indice glicemico e assunti in larga quantità significa che contiene molti carboidrati. Questi passeranno rapidamente nel sangue e verranno assimilati altrettanto velocemente. Questo induce l’organismo ad immagazzinare molta energia che, se quando assunta in eccesso in un unico pasto, verrà accumulata come grasso, incrementando così la massa grassa. Gli alimenti non possono esser classificati a seconda delle calorie che contengono in quanto ci si limiterebbe a quantificare il cibo in energia senza considerare, invece, l’effetto reale che un certo cibo avrebbe sul metabolismo. Risulta più preciso utilizzare l’indice glicemico degli alimenti scegliendo un’alimentazione quotidiana che abbia un medio-basso indice glicemico. In pratica questi ultimi si possono considerare positivi, mentre quelli ad alto indice glicemico negativi in quanto tale è il loro impatto sulla salute, sulla lucidità mentale e la massa grassa. nutrition2.jpeg-300x200 I segreti di una buona alimentazione per una vita in salute!

Calorie e longevità: il confine per saper invecchiare bene

E’ anche vero però che la caloria non va completamente dismessa. Si tratta comunque di un parametro utile a fornire un riferimento della quantità di energia che si sta introducendo nel proprio organismo. Se pur priva dell’effetto qualitativo di un alimento ovvero del reale impatto sul metabolismo una volta assunto. La caloria torna utile quando si parla di longevità. E’ ormai ufficiale, infatti, che un’alimentazione ipocalorica possa favorire una vita più lunga; ma attenzione, non si tratta di aggiungere anni alla vita, bensì di aggiungere vita agli anni. Il segreto è tutto qui: ridurre l’apporto calorico dell’alimentazione quotidiana e assumere una quantità sufficiente di polifenoli. Perchè la restrizione calorica nella nostra alimentazione ha effetti positvi fisiologici? La riduzione dell’assunzione giornaliera di calorie comporta numerosi cambiamenti ormonali. In generale si osserva:

  • un calo dei livelli di insulina nel sangue;
  • una significativa riduzione della massa adiposa;
  • una significativa riduzione della temperatura corporea;
  • una significativa riduzione della pressione sistolica e diastolica. nutrition3.jpeg-300x200 I segreti di una buona alimentazione per una vita in salute!

La diminuzione della massa grassa è un fattore rilevante nella longevità: un’elevata massa grassa è causa di maggiore morbilità e mortalità, attribuibili a diversi fattori patologici, tra cui l’insulino-resistenza. Le cellule adipose, quando in eccesso, infatti, secernono per loro natura fattori tumorali che sembrano promuovere l’invecchiamento e le patologie ad esso legate.

Sul nuoto, sui suoi benefici, perché l’acqua ci fa star bene e che cosa si impara nuotando ne abbiamo parlato a sufficienza. Questa volta siamo scesi sul campo e abbiamo deciso di intervistare un piccolo allievo della nostra Scuola Nuoto, che per ragioni di privacy chiameremo con un nome di fantasia, per capire cosa lo ha spinto a praticare questa disciplina, perché lo fa sentire bene e che cosa impara dal nuoto.

Da questa intervista abbiamo capito che i bambini sono perfettamente in grado di spiegarcelo da soli. Mamme se volete sapere perché è importante il nuoto per la crescita di un bambino, leggete questa intervista e capirete. Si può essere molto maturi anche a 12 anni, questa l’età di Claudio, se è la piscina a fare da tata, se acqua e cloro sono gli elementi più intimi e familiari a cui confidiamo un brutto voto a scuola o una lite con i genitori o una baruffa con i nostri compagni di classe. Cosa pensano i pulcini del nuoto, quelli che a 12 anni ad un occhio “non acquatico” sembrerebbero troppo piccoli, mentre è stupefacente constatare il contrario, almeno per Claudio giovane promessa del nuoto che è cresciuto nuotando nel nostro Club sin da quando era un “pulcino”. Masters_Hub_Eating_.jpeg-300x160 Perché il nuoto è formativo? Lo abbiamo chiesto a un nostro allievo di Scuola Nuoto

Allievo: Claudio – (nome di fantasia, n.d.r.);

età: 12 anni;

stile di nuoto preferito: delfino;

atleta a cui ti ispiri: Micheal Phelps. – Non vi aspettereste che sia proprio un bambino di 12 anni, piccolo nuotatore, a nominarvi Phelps, l’ex nuotatore statunitense, considerato il più grande nuotatore di tutti i tempi che con questa generazione tutta social e influencer c’entra poco!

Cos’è per te il nuoto? È molto di più di uno sfogo, molto di più di un gioco. E’ una scuola di vita senza il brutto della scuola, aggiungo, matura anche il tuo approccio alla vita. Ma è anche una forma di evasione dai pensieri della giornata. Se non vado a nuoto per 4 giorni mi sembra un’eternità: è una valvola di sfogo, sia per quando sono arrabbiato, sia per quando ho tanta energia che ho bisogno di scaricare…perchè proprio non riesco a non fare niente.”

Evviva la sincerità propria dei campioni e dei bambini! Probabilmente per quanto ne sappiamo, è proprio così che si diventa un Mr Phelps!

Per la tua pausa pranzo in compagnia con i colleghi o sei non hai voglia di stare alle prese con i fornelli, 88th Street è il luogo ideale per pranzare senza rinunciare alla qualità del buon cibo. Il nostro wellness bistrot accontenta ogni tipo tipo di palato: dal vegetariano, all’amante della carne, dal fitness addicted all’amante della pasta. Il menu del giorno di 88th Street è:

IMG-20190118-WA0000-290x300 88th Street propone

La pubalgia è una sindrome dolorosa della regione anatomica dell’inguine che rientra tra le patologie da sovraccarico (microtraumi ripetuti nel tempo). Questa patologia interessa sopratutto gli sportivi che svolgono attività continuative ad alto livello in cui è richiesta un’intensa sollecitazione degli arti inferiori. La sindrome retto-adduttoria è una delle forme più frequenti di pubalgia. La pubalgia consiste in una tendinopatia inserzionale, a carico dei muscoli adduttori e/o dei retti addominali; essa interessa dal 2% al 7% di tutti gli infortuni sportivi e colpisce prevalentemente i maschi. Le cause sono sovraccarico funzionale e microtraumi ripetuti di tipo torsionale e di trazione a livello delle inserzioni tendinee di addominali ed adduttori, in presenza di fattori predisponenti (alterazioni posturali, dismetrie, malocclusione, scorretto appoggio plantare..). Il pubalgia1.jpeg-300x167 Pubalgia, cos'è e come si curaprincipale sintomo è il dolore, che parte dall’osso pubico, si dirama in tutta la regione e si localizza nell’inguine fino a interessare, in certi casi, la faccia interna della coscia.
Nelle forme lievi, compare al risveglio e si manifesta all’inizio degli esercizi fisici, tendendo poi a scomparire una volta effettuato il riscaldamento. Nelle fasi più gravi della patologia, al contrario, il dolore può apparire anche in modo improvviso, durante lo svolgimento dell’attività sportiva, tanto da impedirne la continuazione o, addirittura, rendere difficile la semplice deambulazione. In questo caso, il dolore diventa persistente, continuo e tende ad aggravarsi con l’attività mentre soltanto il riposo lo attenua e una buona fisioterapia.

Come si cura la pubalgia?

Nel trattamento della patologia è molto importante intervenire subito e con decisione, eliminando le cause per evitare una cronicizzazione:

  • riposo, per una durata variabile da alcune settimane ad alcuni mesi;
  • trattamento farmacologico antiinfiammatorio locale e sistemico;
  • utilizzo di mezzi fisici come Hilterapia, Tecarterapia, per attenuare l’infiammazione ed agevolare la guarigione dei muscoli interessati;
  • esercizi di stretching dei muscoli adduttori, lavorando subito al di sotto della soglia del dolore; per la detenzione e il rilassamento muscolare;
  • esercizi di riequilibrio del bacino ottimi gli esercizi di core stability;
  • esercizi di propriocezione.pubalgia_del_corridore.jpeg-300x121 Pubalgia, cos'è e come si cura

Occhio al fai da te! La pubalgia non sempre colpisce gli sportivi, ma anche i cosiddetti amatoriali che, in preda  ai sensi di colpa post natalizi o prima della prova costume, decidono di indossare tuta e sneakers e corrono su asfalto, ben felici, pensando di perdere quei kg di troppo accumulati. Attenzione il rischio di una “pubalgia del corridore” è altissimo. E’ sempre meglio farsi seguire da un personal trainer, nonché eseguire riscaldamento pre workout e stretching post allenamento.

sauna_0.jpeg-300x200 La sauna e i suoi benefici: diminuisce i rischi cardiovascolariFare regolarmente la sauna abbassa il rischio di malattie cardiovascolari sia negli uomini, sia nelle donne tutti over 50. E’ quanto afferma una ricerca finlandese condotta  su 1600 soggetti che si sono sottoposti da 4 a 7 saune a settimana. Secondo questo studio le persone con età superiore a 50 anni che fanno regolarmente dalle 4 alle 7 saune a settimane ridurrebbero la mortalità per cause cardiovascolari di un terzo.

Quando non si riesce a dimagrire pur seguendo una dieta e un programma di allenamento dimagranti, la causa principale è il metabolismo lento, ecco perché è importante capire come accelerare il metabolismo con l’attività fisica. Ognuno ha un suo metabolismo, che può rallentare con l’età e/o in conseguenza di una vita sedentaria, di particolari malattie, terapie mediche o di diete o programmi di allenamento scriteriati.

fitness.jpeg-300x200 Come accelerare il metabolismo con l'allenamento

Rallentamento del metabolismo: cause

Per metabolismo si intende l’insieme dei processi fisici e chimici di un organismo che ne determinano il mantenimento, l’accrescimento e il rinnovamento. In condizioni di salute ottimale, più è veloce più calorie bruciamo, più il nostro fisico mantiene una buona forma fisica. Oltre alle cause genetiche, indipendenti da abitudini o comportamenti dell’individuo, alimentazione e allenamento sbagliati sono le cause principali del rallentamento metabolico: purtroppo quando si tratta di iniziare una dieta o un programma di allenamento è molto diffusa la cattiva abitudine del “fai da te”, la quale può portare a conseguenze drammatiche dal punto di vista fisico e rendere molto difficile il processo di dimagrimento. Il peso individuale è dato da massa grassa, massa magra e liquidi corporei. Scendere di peso sulla bilancia non significa automaticamente perdere la massa grassa, anzi il più delle volte, per la smania di voler vedere scendere i chili sulla bilancia, si esagera con gli allenamenti cardiovascolari e si tagliano troppo le calorie, finendo col provocare un calo ponderale dovuto soprattutto alla perdita di acqua e massa magra.

Fitness_2.jpeg-300x180 Come accelerare il metabolismo con l'allenamento

Come allenarsi per aumentare il metabolismo

La prima regola è mantenere o migliorare la massa muscolare. Nel programma di allenamento occorre dare molto spazio e importanza ad un lavoro sulla massa muscolare che preveda esercitazioni a corpo libero o con i pesi, con serie, ripetizioni e recuperi, per tutti i principali distretti muscolari. Non allenare il tono muscolare è il più grande errore che si può commettere durante una fase di dimagrimento. È infatti la componente muscolare che determina l’accelerazione del metabolismo, in seguito al quale si apprezzerà una diminuzione dei grassi corporei. Agli allenamenti per il tono muscolare vanno abbinati quelli cardiovascolari, che dovranno svolgersi in tempi e sedute diverse o essere inseriti dopo l’allenamento per la massa muscolare. Non meno importante è la dieta generalmente frazionata in 4/5 pasti giornalieri, ma tassativamente personalizzata e coadiuvata dall’assunzione di molta acqua (almeno 2 litri al giorno). Essendo ogni individuo diverso da un altro, ciascuno tenderà ad accumulare grasso in parti differenti. Generalmente questi professionisti si avvalgono di una BIA, un esame strutturale in tempo reale e in modo del tutto incruento. Tale parametro dovrà essere tenuto sotto controllo durante l’intero arco del programma, onde permettere eventuali aggiustamenti sia dell’attività motoria sia della dieta.

SB.jpeg-300x197 Nuoto neonatale: naturale da sempre

L’elemento acqua è fondamentale nello sviluppo psicofisico ed emozionale del neonato. Ad avvalorarlo sono studi medici che dimostrano come l’acqua fornisce al bambino una condizione eccellente per agevolare il consolidarsi della sicurezza di sé. Madre e figlio sono stati uniti per 9 mesi da un caldo liquido. Attraverso la pratica del nuoto neonatale, dai 3 ai 36 mesi, si potenzierà e si continuerà l’idillio amoroso tra mamma e bebè, rafforzando il legame memorabile che resterà per sempre nell’emotività del bambino divenuto adulto. Attraverso l’acqua il neonato ricostruisce quella sensazione di “suono” e pienezza avvolgente del liquido amniotico. Inoltre, immerso nell’acqua, nella totale libertà di movimento e motricità, il neonato rivelerà un quadro preciso di sé agli osservatori, i quali potranno, attraverso i suoi movimenti, diagnosticare eventuali anomalie altrimenti prematuramente visibili nella dimensione aria. La domanda più frequente dei genitori è: come fa a capire che non deve bere e come fa a non annegare? La magia sta proprio in questo: nessun neonato dimentica il fatto che fino a poco tempo prima ha vissuto una condizione di apnea totale e acquisisce un maggior controllo della respirazione..

La fascia d’età che abbraccia i 3/4 e 5 anni è quella in cui il gioco e il piacere di stare in acqua hanno ancora un’importanza fondamentali, ma si comincia a fare attenzione anche agli aspetti tecnici. Il metodo del Gioco nuoto si basa sempre sull’utilizzo di storie: in questa fase l’obiettivo è però quello di una maggiore autonomia, con la creazione di gruppi che si autoregolino, che si attribuiscano ruoli e regole al proprio interno. I bambini vengono stimolati a costruire percorsi di fantasia propri con la costruzione di strutture galleggianti, in modo da sviluppare una maggiore agilità e affinare i movimenti natatori.

Aqvaworld ha inserito un corso al sabato mattina  a partire dalle ore 10:00 per chi il sabato non va a scuola. Anche per questi corsi è prevista l’assistenza spogliatoio con personale qualificato.

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Per ulteriori info vi invitiamo a contattare lo 0835.1973570 o di recarvi presso la nostra reception.