Tra i numerosi benefici dello sport, possiamo aggiungere anche benessere e salute psicofisica per le persone che hanno subìto un trapianto: è quanto emerge da uno studio internazionale, promosso dal Centro Nazionale Trapianti, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bologna e il Centro Studi Isokinetic.

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Lo studio, condotto su 22 pazienti (20 trapiantati di rene e 2 di fegato), ha dimostrato i benefici dell’attività fisica che – in casi come quelli inerenti i trapiantati – può rivelarsi una vera e propria terapia.

Le persone su cui lo studio è stato effettuato, infatti, hanno fatto registrare – in sei mesi di esercizio personalizzato, effettuato tre volte a settimana per un’ora – i seguenti dati:

  • diminuzione media del 5% di grasso corporeo;
  • aumento medio tra l’8 e il 18% della forza degli arti inferiori e superiori;
  • aumento medio del 10% della potenza aerobica;
  • un miglioramento del 10% di benessere psico-fisico.

I dati sopra esposti indicano che l’esercizio personalizzato (sempre prescritto dal medico sportivo e svolto sotto la supervisione di personale qualificato) rende possibile il raggiungimento di obiettivi come la diminuzione della percentuale di grasso e l’aumento di forza muscolare e resistenza cardiorespiratoria.
I dati assumono maggior rilevanza alla luce del fatto che, nei trapiantati di rene, il 38% delle cause di morte è legato a patologie cardiovascolari.

L’ernia del disco è una deformazione del disco intervertebrale, ossia l’Disco intervertebrale ammortizzatore naturale, interposto tra una vertebra e l’altra, con lo scopo di attenuare le pressioni sviluppate durante i movimenti, ad esempio mentre si salta, si corre o si subiscono scossoni sul sedile dell’auto. Ve ne sono di tre tipi: l’ernia cervicale, la dorsale e la lombare, ma quali sono i sintomi? Mal di schiena, mal di collo o dolori alla gamba. L’ernia, infatti, comprime i nervi che fuoriescono dalle vertebre, ma per fortuna nella grande maggioranza dei casi si riparano da sole senza ricorrere al bisturi. Come si cura quando non è necessaria la chirurgia? Qui di seguito elenchiamo le terapie più efficaci a cui sottoporsi (associandole chiaramente alla cura farmacologica più idonea).

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ERNIA LOMBARE

Rappresenta circa l’80% di tutte le tipologie di ernia e consiste in una rottura o uno sfiancamento dell’anello fibroso del disco nelle vertebre L4-L5 (segmenti lombari 4 e 5) o L5-S1 (segmento lombare 5 e segmento sacrale 1) e conseguente fuoriuscita del nucleo polposo, che va a comprimere il nervo spinale, causando dolore agli arti inferiori. Inoltre le vertebre lombari sono quelle che più risentono di posture viziate assunte alla guida e al lavoro.

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SINTOMI: iniziano in genere con il cosiddetto “colpo della strega” (lombalgia acuta con sciatalgia); quando il nucleo polposo preme sull’anello esterno, si prova dolore, rigidità e crampi alla parte bassa della schiena. Quando l’ernia viene espulsa, il dolore diventa più intenso associandosi a formicolii ai piedi. Spesso il male si irradia all’inguine e alla parte interna della coscia corrispondente al disco erniato. La parte del disco fuoriuscita finisce col premere sulla radice del nervo sciatico, che parte dai forami delle vertebre lombari e innerva tutta la gamba. La lombosciatalgia impedisce al soggetto di camminare, bloccandolo anche a letto per giorni.

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TERAPIA: sarebbe innanzitutto opportuno riposare per qualche giorno e ricorrere a farmaci antinfiammatori. Alla cura farmacologica va associato un corretto intervento fisioterapico che in un primo momento, e nella fase un po’ più acuta, sarà caratterizzato dall’utilizzo di Tens e Tecarterapia  e mobilizzazione passiva del tratto lombare con esercizi di STRETCHING e TRAZIONE VERTEBRALE per dare la possibilità alla muscolatura lombare di distendersi e allungarsi al meglio, in modo tale da alleviare tutti quei dolori causa dello stato di contrattura presente a livello del sistema muscolare lombare. Importante il lavoro di decompressione vertebrale perché le vertebre lombari sono quelle che soffrono più di tutte in quanto devono sostenere la maggior parte del carico che il busto esercita. In un secondo momento, quando la muscolatura avrà smaltito lo stato di contrattura antalgica, sarebbe opportuno impostare un lavoro di RINFORZO MUSCOLARE per creare una muscolatura molto più forte in maniera tale da garantire una migliore stabilizzazione di tutti i metameri vertebrali a livello lombare per far sì che il problema non si ripresenti.

ERNIA CERVICALE

Meno frequente di quella lombare, è spesso l’esito di un trauma come “il colpo di frusta” da tamponamento. Sovente questo disturbo delle colonna estremamente fastidioso, viene sottovalutato perché i sintomi si confondono con quelli dell’artrosi cervicale (o cervicalgia), a sua volta originata da un deterioramento fisiologico dei dischi vertebrali. Nell’ernia, però, i dischi non sono consumati, ma “schiacciati“, con fuoriuscita della parte morbida, interna, fuori dalla colonna.

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SINTOMI: il dolore al collo è sicuramente il primo campanello di allarme, tuttavia questo tipo di dolore è spesso accompagnato da mal di testa, nausea, capogiri, senso di stordimento, difficoltà a ruotare la testa e a sollevare il mento e a volte, quando il dolore è molto acuto, può irradiarsi fino al braccio provocando formicolii.

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TERAPIA: in prima battuta l’ernia cervicale va curata con farmaci antinfiammatori per alleviare il dolore e antiemetici per attenuare il senso di nausea. Alla cura farmacologica va associato un corretto intervento fisioterapico che in un primo momento, e nella fase un po’ più acuta, sarà caratterizzato dall’utilizzo di Tens e Tecarterapia e mobilizzazione passiva del tratto lombare con esercizi di STRETCHING e TRAZIONE VERTEBRALE per dare la possibilità alla muscolatura del collo di distendersi e allungarsi al meglio, in modo tale da alleviare tutti quei dolori causa dello stato di contrattura presente a livello del sistema muscolare cervicale. In un secondo momento, quando la muscolatura avrà smaltito lo stato di contrattura antalgica, sarebbe opportuno impostare un lavoro di RINFORZO MUSCOLARE per creare una muscolatura molto più forte in maniera tale da garantire una migliore stabilizzazione di tutti i metameri vertebrali a livello cervicale per far sì che il problema non si ripresenti.

ERNIA DORSALE

E’ meno frequente rispetto alle altre due, e raramente manifesta sintomi o problemi, dovuti alla compressione discale in questo tratto del rachide. Provoca un dolore “a cintura” che si localizza nella parte mediana della schiena, ma la maggior parte delle volte non provoca alcun disturbo. Infatti il disco e le radici nervose, a livello dorsale, vengono poco in contatto e il nucleo polposo espulso spesso non le comprime.

Foto: dikul.net

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TERAPIA: in caso di dolore sarebbe opportuno prendere qualche farmaco antinfiammatorio per alleviare il dolore. Alla cura farmacologica va associato un corretto intervento fisioterapico che in un primo momento, e nella fase un po’ più acuta, sarà caratterizzato dall’utilizzo di Tens e Tecarterapia e mobilizzazione passiva del tratto dorsale con esercizi di STRETCHING e TRAZIONE VERTEBRALE per dare la possibilità alla muscolatura dorsale di distendersi e allungarsi al meglio, in modo tale da alleviare tutti quei dolori causa dello stato di contrattura presente a livello del sistema muscolare dorsale. In un secondo momento, quando la muscolatura avrà smaltito lo stato di contrattura antalgica, sarebbe opportuno impostare un lavoro di RINFORZO MUSCOLARE per creare una muscolatura molto più forte in maniera tale da garantire una migliore stabilizzazione di tutti i metameri vertebrali a livello dorsale per cercare di ripristinare un eventuale dorso curvo, spesso causa della formazione di ernie del disco dorsali e per far sì che il problema non si ripresenti.

Nella cura farmacologica dei tre tipi di ernia (cervicale, dorsale e lombare) va inserito l’utilizzo di L-acetilcarnitina e del complesso vitaminico B1, B6 e specialmente B12 in quanto sostanze rigeneranti della guaina del nervo e con un forte effetto antinevritico: tendono ad alleviare il fastidioso effetto di formicolio dato dall’irritazione della radice del nervo a causa della compressione che il disco erniato genera su di essa.

Questo articolo è il risultato di una raccolta di informazioni reperite sia in rete, sia su riviste di salute sul tema del problema dell’ernia del disco. Il contenuto del suddetto non è stato redatto da personale medico, né vagliato da alcun ente od organizzazione collegata con il servizio sanitario nazionale.

 

I crampi muscolari possono essere anche piuttosto dolorosi e arrivano all’improvviso a causa di una contrazione involontaria di uno o più muscoli. La contrazione è determinata dal fatto che all’interno dei muscoli non è presente una corretta quantità di ossigeno. Si può incorrere nei crampi muscolari anche durante la pratica dell’attività sportiva, come gli sport invernali e lo sci in particolare. I rimedi omeopatici possono costituire un aiuto da tenere in considerazione. Naturalmente sono escluse le cure fai da te.

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Anche nel caso dell’omeopatia, come d’altronde nel caso della medicina tradizionale, non bisogna improvvisare, ma è opportuno rivolgersi ad un esperto. In linea generale possiamo provare a delineare alcune indicazioni di soluzioni omeopatiche adatte a combattere i crampi muscolari, ricordando che il tutto deve essere comunque seguito sotto stretto controllo medico. Per attuare un’adeguata prevenzione dei crampi, potrebbe essere utile l’assunzione di Bioptimum S-stress; particolarmente indicati sono anche Arnica montana 9 CH, Cuprum metallicum 9 CH e Sarcolacticum acidum 5 CH. Queste sostanze dovrebbero essere assunte prima, durante e dopo lo sforzo fisico.

Dopo uno sport praticato in maniera intensa, si può incorrere in un indolenzimento muscolare. In casi come questo sarebbe importante assumere Arnica montana 9 CH. Infine, ma non meno importante, ricordiamo che quando si pratica attività sportiva, di qualsiasi natura essa sia, è sempre opportuno fare un buon riscaldamento prima e dello stretching dopo.

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Se però il dolore è molto intenso è possibile trattare la zona interessata con la Tecarterapia.

La ginnastica posturale aiuta ad alleviare i dolori che, durante la giornata impediscono, a volte, di lavorare, allenarsi e perché no anche a compiere semplici gesti quotidiani quali lavare i pavimenti o raccogliere un oggetto da terra. Lombalgia, dorsalgia, sciatalgia, lombocruralgia, cervicobrachialgia, cervicalgia, patologie vertebrali, tanti nomi che si possono riassumere in uno solo: mal di schiena. Chi non ne ha mai sofferto almeno una volta nella vita!

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Il mal di schiena è molto diffuso non solo tra anziani con osteoporosi o adulti con problemi vertebrali, ma anche tra giovani sani che usano male la loro colonna vertebrale assumendo atteggiamenti scorretti al lavoro, in aula, in palestra. Oltre a posture e movimenti scorretti, a causare il dolore possono essere stress, forma fisica insufficiente o sovrappeso.

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Tre concause che possono essere facilmente eliminate con un’attività fisica mirata quale la ginnastica posturale. Tuttavia quando il dolore è molto intenso è possibile trattare la zona interessata attraverso la Tens, la Tecarterapia e la mobilizzazione passiva del tratto lombare con esercizi di STRETCHING e TRAZIONE VERTEBRALE per dare la possibilità alla muscolatura di distendersi e allungarsi al meglio.

Foto: unique-center.it

Quando e quanto è consigliato praticare la ginnastica posturale
Le lezioni sono di tipo individuale, in modo tale da sviluppare un programma personalizzato sull’individuo, in base alle sue necessità. Prima di incominciare le lezione è opportuno sottoporre il bambino ad un’analisi posturale attraverso l’utilizzo di due apparecchiature: Postural Bench e Pedana Stabilometrica. La Postural Bench è una macchina che attraverso sensori a pressione, permette di osservare le tensioni delle catene muscolari posteriori che sono la causa delle torsioni a livello dei tratti dorsale, lombare e sacro-iliaco. La Pedana Stabilometrica invece, ci permette di analizzare il baricentro del paziente e quindi i disordini che esso provoca se è fuori asse quando egli è in posizione eretta. Ciò significa che viene valutata la posizione del paziente in ortostasi (in piedi) ovvero se la sua postura è più spostata in avanti, indietro o lateralmente, oltre alla valutazione degli arti anteriori.

L’osteokinesiologia è una nuova disciplina che consiste nell’unione degli studi e delle tecniche Osteopatiche con quelle Kinesiologiche. Consiste principalmente in una terapia manuale e non utilizza nessun farmaco.

Cosa cura? Non cura le patologie ma le tratta. Tratta principalmente tutte quelle problematiche che generano scompensi di origine posturale e i vari scompensi che vengono generati proprio da un cattivo assetto posturale

Quali parti del corpo tratta? Sia l’apparato muscolo-scheletrico, sia l’apparato viscerale.

In cosa consiste una visita/trattamento? Nel cercare prima di tutto di individuare una disfunzione del corpo attraverso un colloquio col paziente, presa visione di eventuali esami medici di qualsiasi tipo (dagli esami del sangue, agli esami di imaging e quindi risonanza magnetica, ecografia, RX, ecc…), palpazione del paziente per individuare le zone da trattare e trattamento che consisterà, da parte dell’osteokinesiologo, nel cercare attraverso l’utilizzo delle mani di riaccomodare nella loro corretta posizione fisiologica le ossa o i visceri in disfunzione e ridare la giusta tensione ai muscoli, ai tendini e i legamenti anch’essi in disfunzione. Ovviamente le tecniche consistono in movimenti di trazione e di spinta sui vari componenti del corpo umano descritti prima.

Terapia con onde d’urto: rappresenta una metodica innovativa in campo ortopedico-fisiatrico, non invasiva ed estremamente efficace per il trattamento di molte patologie a carico delle ossa e dei tessuti “molli” (tendini, legamenti).
Le onde d’urto sono onde acustiche, ovvero impulsi sonori, caratterizzati da una particolare forma d’onda (rapido picco di pressione positiva, seguito da un’altrettanto rapida, ma minore, fase di pressione negativa), in grado di produrre una stimolazione meccanica diretta. Utilizzate dapprima in Urologia per i calcoli renali, da più di un decennio l’impiego delle onde d’urto si è ampiamente diffuso anche in ambito ortopedico – fisiatrico: il meccanismo d’azione delle onde d’urto su ossa, tendini e legamenti è profondamente diverso da quello esercitato sui calcoli renali. Questi tessuti, quando sono attraversati dall’onda d’urto, subiscono una sorta di benefico “micro-idromassaggio”, in grado di promuovere una serie di reazioni biochimiche e cellulari, responsabili degli effetti biologici (antinfiammatorio, antidolorifico, antiedemigeno, e d’incremento della vascolarizzazione locale, così come dei processi di riparazione tissutale) che sarebbero legati all’attivazione di specifiche catene enzimatiche, e alla produzione di specifici mediatori e fattori di crescita, responsabili, in ultima analisi, degli effetti terapeutici.
Le formazioni calcifiche, che spesso si riscontrano in sede di tendini e legamenti infiammati, dopo il trattamento con onde d’urto (comunque non nella totalità dei casi trattati) possono scomparire; ciò non è legato ad un’azione meccanica diretta (di “rottura”), bensì ad un loro scioglimento, per attivazione di processi biochimici locali.
Anche a livello dell’osso (tessuto vivente “duro” per eccellenza), ai livelli di energie utilizzate oggi in campo terapeutico, più che delle vere e proprie microfratture, si è in grado di stimolare l’attività degli osteoblasti (cellule deputate alla formazione di nuovo tessuto osseo), favorendo i processi riparativi.
Patologie curate e risolte con le onde d’urto
 cuffia dei rotatori a livello della spalla (con o senza calcificazioni);
 al gomito: epicondilite ed epitrocleite (“gomito del tennista” e “del golfista” rispettivamente);
 tendine rotuleo nel ginocchio;
 al piede: tendine di Achille, infiammazione all’inserzione della fascia plantare (sperone calcaneare.);
 pseudoartrosi e ritardi di consolidazione (mancata guarigione di una frattura);
 necrosi ossee.
Affezioni infiammatorie e degenerative dei tendini, a vari livelli. In particolare: per tutte le patologie sopra elencate, i trattamenti sono ripetibili, in funzione del risultato clinico e strumentale, dopo adeguato periodo di osservazione.

Elettrostimolatori muscolari: l’elettroterapia Serie 6 è basata su un sistema modulare che consente a diversi moduli di integrarsi in una singola struttura. I moduli di terapia sono i seguenti:
• Endomed, per la terapia elettrica;
• Sonoplus, per gli ultrasuoni;
• Vacotron, per l’aspirazione.
La Serie 6 offre operazioni guidate da protocolli che possono essere eseguiti su canali collegati o indipendenti.
 Endomed stimolazione muscolare: consiste nella stimolazione elettrica per il trattamento di disfunzioni muscolari. Alla stimolazione muscolare spesso si associa un programma di attività che consiste in una sequenza di esercizi e periodi di riposo.
Principali indicazioni d’uso di Endomed:
 spasmi muscolari;
 prevenzione o trattamento dell’atrofia dovuta al non uso del muscolo;
 rieducazione muscolare;
 stimolazione immediata post-chirurgica di muscoli del polpaccio, al fine di prevenire trombosi venose.
 Controindicazioni:
 nei portatori di pace-maker;
 nei cardiopatici;
 epilessia;
 in fase mestruale.
Per la gestione del dolore sono impiegate:
 la corrente bifasica pulsata (TENS);
 le correnti diadinamiche;
 corrente galvanica (Ionoforesi).
Indicazioni:
 sollievo sintomatico del dolore cronico, non trattabile;
 gestione del dolore associato a condizioni post-traumatiche o post-operative.
Controindicazioni:
 Nei portatori di pace-maker.
 Sonoplus terapia con ultrasuoni: impiega un’energia meccanica che consiste in vibrazioni ad alta frequenza. Queste vibrazioni passano nei tessuti e sono gradualmente assorbite e trasformate in calore. L’aumento di temperatura determina cambiamenti biologici dei tessuti con conseguente sollievo dal dolore, e rilassamento degli spasmi muscolari.
Principali indicazioni d’uso di Sonoplus:
– borsiti;
– capsuliti;
– epicondiliti;
– tendiniti;
– distorsione dei legamenti;
– stiramenti muscolari;
– cicatrici ipertrofiche.
Controindicazioni:
 nell’infanzia e in adolescenza in presenza ancora della cartilagine di accrescimento e nei portatori di pace-maker.
 Vacotron: la vacuum terapia è una metodica che permette al terapista di eseguire un massaggio con l’ausilio di un moderno strumento in grado di creare, per mezzo di speciali applicatori, una decompressione cutanea tale da aumentare la circolazione sanguigna e linfatica riducendo il ristagno dei liquidi che sono la causa di gonfiori e pesantezza. Efficace per il trattamento della cellulite che è una malattia vascolare caratterizzata da un’alterazione del microcircolo. Consigliata nel trattamento e nella prevenzione delle cicatrici ipertrofiche e cheloidi dopo la rimozione di neoformazioni cutanee o dopo interventi chirurgici.
Principali indicazioni d’uso di Vacotron:
 gonfiori e pesantezza alle gambe;
 cellulite localizzata o diffusa;
 cicatrici cutanee;
 cheloidi;
 postumi di ustioni.

 

Hilterapia: è una tecnica basata su un’esclusiva emissione laser ad alta intensità (HILT High Intensity Laser Therapy) che, lavorando in assoluta sicurezza, consente di ottenere un’efficace azione terapeutica in profondità. Fino ad oggi la laserterapia convenzionale è stata applicata con dispositivi di bassa o media potenza, non potendo così trattare anche patologie dislocate nei piani profondi. Oggi, grazie alla rivoluzionaria Terapia HILT brevettata, è possibile trattare anche patologie più profonde e non solo quelle superficiali. Inoltre, HILT non è tossica e può essere eseguita senza danneggiare i tessuti circostanti quello da trattare. Ideale per il trattamento delle patologie dolorose dell’apparato osteo-muscolo-tendineo perché è in grado di ottenere, in breve tempo e con effetti prolungati, la sua azione biostimolante, antiinfiammatoria e antidolorifica. L’hilterapia è sorprendentemente efficace sul sintomo doloroso e sulla mobilità articolare fin dalla prima seduta, consentendo di intraprendere subito il percorso riabilitativo e procurando un immediato sollievo al paziente. Grazie alla sua azione è possibile:
• ridurre l’infiammazione articolare;
• stimolare la rigenerazione dei tessuti cartilaginei;
• risolvere le contratture muscolari;
• produrre un intenso effetto antalgico;
• agire sul sistema circolatorio e favorire l’apporto di nutrienti;
• il riassorbimento delle raccolte di liquido.
Tutto ciò grazie ad uno specifico impulso brevettato; con la sorgente Nd: YAG pulsata, si raggiungono potenze di picco elevatissime potendo così curare efficacemente anche le lesioni croniche profonde.
Una fondamentale caratteristica distintiva dell’impulso HILT è la sua capacità di produrre effetti di tipo fotomeccanico, per via della breve durata dell’impulso e della sua elevatissima intensità. È questo tipo di stimolo che innesca una serie di segnali biologici che promuovono i processi di riparazione e rigenerazione dei tessuti e attiva il drenaggio linfatico e la microcircolazione.
Le caratteristiche di durata e frequenza dell’impulso HILT consentono di lavorare sempre in sicurezza, rispettando il tempo di rilassamento termico dei tessuti ed evitando quindi qualsiasi effetto dannoso.
Ecco le principali patologie curate con la Hilterapia:
• artrosi e processi degenerativi;
• borsiti, sinoviti, capsuliti, epicondiliti, S. da impingement;
• tendiniti e tenosinoviti;
• edemi ed ematomi da traumi;
• patologie post-traumatiche o da sovraccarico;
• s. adduttorie, distorsioni tibio-tarsiche, entesiti, condropatie rotulee.

 

Tecarterapia: studiata per riattivare i naturali processi riparativi intervenendo sul sistema circolatorio, la tecnologia Human Tecar per efficacia, flessibilità e la quasi totale assenza di controindicazioni è uno strumento prezioso in contesti molto distanti tra loro: medicina dello sport, riabilitazione fisioterapica, terapia del dolore, flebolinfologia, medicina estetica, reumatologia, ortopedia, diabetologia (conseguenze dovute a deficit circolatori), neurologia, medicina del lavoro e medicina termale. Aqvaworld è un centro Human Tecar riconosciuto.
Tecar è fonte di nuova energia biocompatibile: l’efficacia della Tecarterapia si basa, infatti, sulla possibilità di trasferire energia biocompatibile ai tessuti lesi, inducendo all’interno le cosiddette correnti di spostamento. Ripristina la fisiologia tissutale mediante l’ipertermia (incremento della temperatura interna) profonda e l’innalzamento del potenziale energetico delle cellule dei tessuti trattati. La Tecar garantisce tempi ridotti di trattamento e risultati immediati e stabili, perché è basata sulla stimolazione e il rafforzamento delle capacità riparative dei tessuti.
Tutta la fase operativa del trattamento viene eseguita manualmente quasi come un massaggio; non servono strumentazioni automatiche di controllo o misuratori elettronici in quanto si tratta di una terapia fisica naturale. Infatti la tecnologia dell’apparecchiatura trasforma il massaggio manuale effettuato dall’operatore; il massaggio acquista una qualità nuova diventando più profondo e fortemente stimolante, grazie all’intensa riattivazione del microcircolo, linfatico e sanguigno.
Tecar svolge in sintesi tre azioni fondamentali:
• una immediata ed efficace azione analgesica che avviene agendo sulle terminazioni nervose;
• un’azione drenante dei tessuti;
• una stimolazione funzionale del circolo periferico attraverso l’incremento della temperatura endogena.
Tecar, in sinergia con la terapia farmacologica praticata a scopo antalgico e antinfiammatorio, ne potenzia l’azione, soprattutto mirata all’eliminazione del dolore e dell’edema.

 

Sistema Prokin: è un sistema che nasce dall’esigenza di poter visualizzare e quantificare, tramite elaborazione elettronica, la sensibilità propriocettiva dell’arto inferiore sia in fase valutativa, sia riabilitativa.
Il sistema è costituito da una rete di sensori in grado di rilevare i minimi spostamenti angolari e i carichi che l’arto in esame applica ad una sofisticata pedana mobile. Quando il paziente interagisce con la pedana mobile del sistema Prokin, la scheda di acquisizione dati converte ogni singolo movimento in impulsi elettrici, inviandoli direttamente al personal computer. Sul monitor del PC è visibile un tracciato strettamente relazionato al movimento e al carico applicato dal paziente sulla pedana mobile.
Il paziente può avere un continuo feedback visivo che gli consente di stabilire un confronto tra ciò che sente a livello propriocettivo e ciò che realmente produce motoriamente.
Il medico, d’altro canto, potendo visualizzare sul monitor i tracciati ottenuti, potrà facilmente evidenziare se vi siano blocchi articolari, deficit muscolari o neurosensoriali e stabilire con il terapista il percorso riabilitativo attraverso una serie di “tracciati riabilitativi” che il paziente deve eseguire.
Il sistema Prokin è in grado di memorizzare i tracciati riabilitativi ottenuti dal paziente e inserirli automaticamente all’interno di una personale cartella elettronica. Il terapista può con facilità richiamare i tracciati eseguiti da ogni singolo paziente e monitorare periodicamente l’evolversi dell’intervento riabilitativo. Disturbi per i quali è indicato il Prokin:
• vertigini;
• disturbi dell’equilibrio;
• esiti di traumatismi del piede, caviglia, ginocchio, anca;
• esiti di interventi del piede, caviglia, ginocchio, anca.
È un sistema che nasce dall’esigenza di poter visualizzare e quantificare, tramite elaborazione elettronica, la sensibilità propriocettiva dell’arto inferiore sia in fase valutativa, sia riabilitativa.
Il sistema è costituito da una rete di sensori in grado di rilevare i minimi spostamenti angolari e i carichi che l’arto in esame applica ad una sofisticata pedana mobile.
Quando il paziente interagisce con la pedana mobile, la scheda di acquisizione dati converte ogni singolo movimento in impulsi elettrici inviandoli direttamente al personal computer. Sul monitor del PC è visibile un tracciato strettamente relazionato al movimento e al carico applicato dal paziente sulla pedana mobile.