Chi non conosce la pallanuoto come disciplina sportiva non sa cosa si nasconde sotto la superficie dell’acqua, ma i giocatori ne sono consapevoli eccome! Chi la pratica deve usare continuamente gambe e tronco per muoversi e per elevarsi. Nel complesso, la pallanuoto è una forma di esercizio aerobico che richiede forma fisica e forza a livelli eccezionali: giocare a pallanuoto rafforza il sistema cardiocircolatorio e respiratorio, e sviluppa completamente l’apparato muscolare.

i1080.jpeg-300x132 Quanto è faticosa la pallanuoto? Quante calorie si bruciano?Ogni tipologia di esercizio aerobico richiede un elevato consumo calorico, perché vengono azionati i muscoli più grandi e si utilizza energia per supportare il movimento continuo; in più, il metabolismo cambia, perché i sistemi cardiovascolare e respiratorio si sviluppano, permettendo all’atleta di allenarsi maggiormente e bruciare ancor più calorie.

Possiamo distinguere le proteine in diversi modi: in monomeriche o polimeriche a seconda che siano costituite da una o più catene polipeptidiche (in cui cioè gli aminoacidi vengono ripetuti almeno una volta ciascuno); in semplici e coniugate, se sono composte solo da aminoacidi o anche da altri elementi chimici. Possono essere considerate i “mattoni” del corpo: partecipano infatti allo sviluppo e al mantenimento degli organi e dei muscoli (si trovano nelle cellule di questi ultimi e ne consentono la contrazione). Governano, poi, il funzionamento dell’organismo: dal sistema ormonale (in cui svolgono funzione regolatrice) alla trasmissione delle informazioni e delle sostanze nei vasi sanguigni, dal sistema immunitario (sono fondamentali per contrastare il rischio di infezioni e malattie) al mantenimento temperatura interna. Gli enzimi hanno la funzione di accelerare le reazioni biologiche, funzionando da catalizzatori. Contribuiscono poi al dimagrimento, riducendo l’appetito e assicurando il mantenimento della massa magra (muscoli) a discapito della massa grassa.

best-lean-protein26.jpeg-300x191 Proteine: cosa sono e dove si trovano

Le proteine nei cibi: dove si trovano? In quali alimenti?

Le proteine sono presenti in molti alimenti, sia nei cibi di origine vegetale che di origine animale. Le proteine animali sono quelle contenute in carne, pesce, ma anche nei loro derivati, come uova, formaggi e latticini. Qualche esempio: 100 g di petto di pollo = 22 g di proteine; 100 g di carne macinata = 26 g; 100 g di nasello = 19 g; 100 g di uova = 13 g; 100 g di groviera = 29 g.
Le proteine vegetali, invece, si trovano soprattutto nei cereali, in alcune verdure e nei legumi (lenticchie, piselli, fave…). Qualche esempio: 100 g di lenticchie cotte = 8 g di proteine; 100 g di petali di grano integrale = 11 g.

Integratori: le proteine in polvere fanno male?

Assumere il giusto quantitativo giornaliero di proteine è fondamentale per la nostra salute e, in casi specifici e particolari, potrebbe essere necessario prendere degli integratori per raggiungere tale fabbisogno. Le proteine in polvere, però, vanno sempre assunte sotto controllo medico ed è importante che sia stato il tuo dottore a consigliarle. Consumarle senza una specifica competenza potrebbe diminuirne l’efficacia o provocare una serie di effetti collaterali che vanno dall’affaticamento dei reni a gonfiori e crampi, dal mal di testa alla perdita di appetito, fino a reazioni cutanee. Gli integratori proteici sono inoltre sconsigliati alle donne incinte o che allattano.

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Guardando un ciclista in azione viene facile pensare che la forza risieda tutta nei muscoli delle gambe, sono loro che spingono, mentre le fasce muscolari si delineano perfettamente sotto la pelle come in un disegno anatomico. E invece non è proprio così: “Si può avere tutta la forza delle gambe del mondo, ma senza un nucleo stabile non si sarà in grado di utilizzarla in modo efficiente.” Ad affermarlo è Graeme, preparatore atletico per ciclisti, e il nucleo stabile di cui parla altro non è che il core, la zona addomino-lombare dove risiede il centro di gravità del corpo umano. E’ la zona dove originano i movimenti, quella che più di ogni altra si occupa di stabilizzare il tronco e di far sì che la forza esercitata venga trasmessa agli arti senza perdite di potenza.

1410.-jpeg-300x169 La pedalata? E' questione di pancia!

Cosa significa questo in pratica? Osserviamo la pedalata di un professionista: si vedrà molto bene come spalle e bacino siano perfettamente immobili e allineati. Se invece prendiamo le immagini di un ciclista in crisi o allo stremo delle forze, noteremo come il bacino oscilli sul sellino e come le spalle si muovano ad ogni pedalata. Un core solido contribuirà ad eliminare inutili movimenti della parte superiore del corpo, in modo che tutta l’energia prodotta sarà convogliata nel colpo di pedale. I ciclisti si muovono in modo dinamico sulla bici, usando il corpo per affrontare curve e ostacoli, non solo per pedalare.

Lo stretching fino a qualche anno fa rappresentava solo un complemento ad altri sport. Capitava di effettuare esercizi di allungamento a fine allenamento per qualche minuto, senza capirne esattamente lo scopo. Oggi è diventato un’attività fisica autonoma, basilare per il mantenimento di uno stato sciolto e disinvolto della flessibilità e della mobilità corporea. E se si vuole vivere all’insegna del Wellness.

USED_199829237.jpeg-300x180 Stretching: tutti i benefici

Chi può praticarlo, quando e dove

Lo stretching può essere praticato sempre, dappertutto e da chiunque. Se ci si allena, lo stretching può essere eseguito come riscaldamento pre-esercizio e come defaticamento post-allenamento. Nel primo caso, il muscolo si prepara a passare dalla condizione di riposo all’attività grazie all’effetto termico-metabolico dell’allungamento. Nel secondo, lo stretching consentirà il ritorno alle condizioni di flessibilità iniziali, perché ridurrà il tono muscolare. Premesso che la flessibilità si può ottenere soltanto attraverso la consapevolezza del proprio movimento, il primo passo è il controllo del gesto. Quindi è importante avere coscienza di un determinato movimento, mentre lo si compie, evitando di agire in automatico. Infatti la possibilità di allungare la muscolatura è determinata dal sistema nervoso e dalla sua tolleranza a un determinato raggio di estensione. Se si tiene conto dei messaggi del sistema nervoso, i benefici saranno tanti e naturali. Tuttavia parliamo di una attività dolce e fondamentalmente semplice che chiunque può praticare. Un elemento importante è l’ambiente in cui ci si allena: lo stretching solitamente prevede una serie di  posture che si eseguono a terra. Il pavimento non deve essere dunque freddo ed è bene utilizzare un tappeto in modo che la superficie su cui ci si allunga sia relativamente confortevole. L’ambiente inoltre non dovrebbe essere rumoroso, perché questo non contribuisce al rilassamento.

keagel.jpeg-300x275 Stretching: tutti i benefici

Le regole per eseguirlo correttamente

Sicuramente i risultati migliori sono raggiungibili se perseguiti con costanza e impegno. Ma è altrettanto vero che il progressivo miglioramento della flessibilità muscolare, man mano che ci si allena, è un elemento molto motivante. Grazie allo stretching diventa quindi possibile ritrovare le posture corrette, esprimere al massimo la potenzialità dei muscoli agonisti e liberare il fisico dello stress e dalle tensioni. Alcuni suggerimenti pratici quando ci si appresta a praticare questa attività sono:

  • individuare il gruppo muscolare da allungare, cercare una posizione comoda, ma efficace che, una volta raggiunta, va mantenuta per un tempo da 15 a 30 secondi;
  • che l’allungamento non deve superare la soglia del dolore;
  • prima dello stretching, è importante che il muscolo sia caldo. Sembrerebbe quindi  più adatto dedicarsi allo stretching alla fine dell’allenamento, per aiutare il corpo a rilassarsi dopo la sessione di lavoro. Ma alcuni autori suggeriscono, per aumentarne l’efficacia (soprattutto a livello del tessuto connettivo),  di eseguire lo stretching a freddo;
  • usare un abbigliamento comodo, che permetta movimenti molto ampi e senza intralciare la respirazione.

La fascia d’età che abbraccia i 3/4 e 5 anni è quella in cui il gioco e il piacere di stare in acqua hanno ancora un’importanza fondamentali, ma si comincia a fare attenzione anche agli aspetti tecnici. Il metodo del Gioco nuoto si basa sempre sull’utilizzo di storie: in questa fase l’obiettivo è però quello di una maggiore autonomia, con la creazione di gruppi che si autoregolino, che si attribuiscano ruoli e regole al proprio interno. I bambini vengono stimolati a costruire percorsi di fantasia propri con la costruzione di strutture galleggianti, in modo da sviluppare una maggiore agilità e affinare i movimenti natatori.

Aqvaworld ha inserito un corso al sabato mattina  a partire dalle ore 10:00 per chi il sabato non va a scuola. Anche per questi corsi è prevista l’assistenza spogliatoio con personale qualificato.

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C’è chi li chiama superfood, chi power foods. Chi li cerca per migliorare la propria salute, chi ne studia il concetto come tema da approfondire, chi li critica. Non c’è consenso su cosa siano, su quanto incidano sulla salute generale o su quanto si debba mangiarne con regolarità per ottenere maggiori benefici. Sembra che nessuno possa accordarsi sui criteri per classificare, definire o determinare se un cibo è super. Ma cos’è esattamente un superfood? E’ corretto parlare di superfood o ha più senso definire questi nuovi alimenti come operazioni di marketing? Quali sono i principali benefici che portano all’organismo?

foods-for.jpeg-300x162 Superfood: superhealthy o supermarketing?

 

 

AN74-Banana.jpeg-300x225 Superfood: superhealthy o supermarketing?

 

 

 

La banana: il primo superfood

Il primo esempio di prodotto cosiddetto superfood ha avuto luogo all’inizio del XX  secolo, più precisamente nel 1914, come parte di una strategia di marketing alimentare più ampia. La United Fruit Company lanciò una campagna pubblicitaria per promuovere la vendita delle banane, all’epoca il suo prodotto di punta. A supporto del lancio, distribuì opuscoli informativi con su scritte le qualità organolettiche delle banane e il relativo valore nutrizionale. Inizialmente l’azienda aveva pubblicizzato la praticità delle banane in una dieta quotidiana, essendo a buon mercato, nutriente, facilmente digeribile, disponibile ovunque, e sigillato dalla natura in una confezione a prova di germe. Per aumentare ulteriormente le vendite, suggerirono di aggiungere banane nei cereali per la prima colazione, nelle insalate a pranzo e fritte con carne per la cena.
Gli antiossidanti nei superfood
Orientare le proprie scelte verso uno stile di vita salutare, insieme a una dieta nutriente e bilanciata, riduce notevolmente il rischio di contrarre malattie, sindromi e tumori. Di recente, quando si tratta di scegliere gli alimenti più adatti alla propria dieta, l’attenzione si concentra spesso sui cosiddetti superfood. Questi alimenti possono migliorare le prestazioni in allenamento e prevenire le malattie, oltre a rivelarsi preziosi anche per ristabilirsi dopo un infortunio. Una dieta basata su una varietà di alimenti nutrienti, tra cui molta frutta e verdura, rimane il modo migliore per garantire un apporto equilibrato di nutrienti per una salute ottimale. Tra gli alimenti considerati superfood ve ne sono anche alcuni ricchi di antiossidanti. Gli antiossidanti sono sostanze chimiche che si ritiene proteggano dagli effetti dannosi di determinati elementi, chiamati radicali liberi, che si trovano in tutte le cellule viventi causandone la progressiva degenerazione.
  • Beta carotene: il corpo umano converte il beta carotene in vitamina A. Di per sé il beta carotene non è tra gli elementi nutritivi essenziali, tuttavia agisce da precursore della vitamina A (vedi punto successivo).
  • Vitamina A: anche conosciuta come retinol, svolge un ruolo fondamentale nel rafforzare il nostro sistema immunitario: aumenta la tua capacità di vedere gli oggetti nella penombra e preserva la salute della tua pelle.
  • Vitamina C: o acido ascorbico come è talvolta chiamata, protegge le cellule e ne preserva la salute; è necessaria anche per preservare la salute del tuo tessuto connettivo e in più facilita la guarigione delle ferite.
  • Vitamina E: una delle numerose e importanti funzioni della vitamina E è quella di proteggere le membrane delle cellule. Questa caratteristica  è quella di preservare la salute della pelle e degli occhi, ma il principale beneficio che apporta è di rafforzare il sistema immunitario.
  • Flavonoidi: i flavonoidi fanno parte dei metaboliti delle piante e sono principalmente noti per la loro funzione antiossidante e antinfiammatoria, oltre a rafforzare il sistema cardiovascolare e quello nervoso.
  • Selenio: il selenio è un minerale presente nel suolo e in natura si trova anche nell’acqua e in alcuni cibi. Sebbene gli esseri umani ne abbiano bisogno soltanto in piccolissime quantità, il selenio svolge un ruolo fondamentale per il loro metabolismo.
  • Acidi grassi omega 3: gli omega 3 sono considerati acidi grassi di importanza fondamentale e sono noti anche come acidi grassi polinsaturi. Gli Omega 3 svolgono una funzione essenziale nel funzionamento del cervello, oltre che nel naturale processo di sviluppo e crescita.

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La componente di marketing dei superfood

I supercibi sono spesso nutrienti, è vero, ma il termine è sicuramente più utile per incentivare le vendite che per fornire raccomandazioni nutrizionali ottimali. Uno punto a sfavore dei superalimenti è che l’etichetta da sola può far sì che le persone si concentrino su alcuni alimenti specifici, distogliendo l’interesse da altre opzioni altrettanto nutrienti ma meno attraenti. A prova dell’effetto di marketing che ha questo genere di comunicazione, un’indagine condotta da “YouGov” nel 2011 mostra come il 61% degli inglesi abbia riferito di aver acquistato alimenti perché ritenuti super. La quinoa e altri grani antichi, semi di chia e altro hanno registrato una crescita costante delle vendite nel 2017. Un elenco recente dei 13 ingredienti più in voga sulla base dei dati delle aziende di avvio di cibo e bevande includono proteine di pisello, alghe, zenzero, curcuma, matcha, avena, orzo e ceci. In conclusione vanno esplorati i singoli alimenti, vanno imparati a selezionarli e prepararli, ma non si deve essere distratti dall’ultimo cibo o mania overhyped. E’ sicuramente più importante concentrarsi sulla creazione di un superpiatto, a base di cibi diversi, sani e saporiti allo stesso tempo.

La vita sedentaria è nemica della salute. E’ la conclusione a cui è giunto un team di scienziati della Cleveland University che, con la definizione “bassa fitness cardio-respiratoria”, ha descritto una condizione medica preoccupante, che tocca da vicino sempre più persone, e che risulta avere conseguenze persino peggiori del diabete, del fumo e dell’ipertensione. Lo studio, i cui risultati hanno lasciato senza parole gli stessi autori della ricerca, dimostrerebbe che fare poco o scarso esercizio fisico influenzerebbe i rischi di mortalità molto più degli altri riconosciuti fattori di rischio. L’equipe di studiosi è giunta alle suddette conclusioni dopo aver rivisto i dati raccolti tra il 1991 ed il 2014 attraverso i test sotto sforzo fatti da circa 122mila persone di età compresa tra i 53 e i 73 anni.

athletic-people-doing-various-kinds-of-sports-vector-21773669-300x234 Non fare sport è peggio che fumare, avere il diabete e soffrire di cuore

Vita sedentaria nemica della…vita

In particolare, le persone più sedentarie e poco capaci di resistere al test sotto sforzo, rispetto a quelle al top delle capacità e più atletiche, hanno mostrato rischi di mortalità persino tre volte più alti rispetto ai fumatori. E decisamente più alti anche nei confronti di diabetici e ipertesi. Anche per le persone in forma fisica media, ma non pessima, i rischi di mortalità sono risultati decisamente più elevati rispetto ai super atleti.

Il novembre sta alla porta
freddoloso e intabarrato,
poggia in terra la sua sporta
ed un sacco ben legato…

Che novembre sia il mese più triste dell’anno si sa, ma non per i nostri soci: se ci porti un amico ricevete entrambi un mese gratuito! Bella notizia no? Il mese gratuito prevede la frequenza bisettimanale di un’attività a sceltra tra:

  • nuoto;
  • acquafitness;
  • gym vascular;
  • group cycling;
  • sala fitness.

Sarà possibile usufruire della promozione acquistando il dispositivo d’accesso al costo di 10,00 € e sottoscrivendo l’iscrizione mensile al Club al costo di 7,00 €. Al socio promotore che ci porterà l’amico, non iscritto al Club, sarà prolungata di 30 giorni la durata dell’abbonamento. In che modo? Il socio dovrà richiedere in reception un voucher da consegnare all’amico di modo che questi si attivi la sua promo. La promo è riservata “soci attivi” e ai “nuovi soci” del Club ed è possibile effettuarla entro il 30/11/2018. Se hai più amici, i vantaggi si moltiplicano!

Per ulteriori info ti invitiamo a chiamare lo 0835.1973570 oppure di recarti presso la nostra reception o di inviare una mail all’indirizzo info@aqvaworld.it

Qualunque sia la propria età o abilità in acqua  il nuoto è perfetto per fare esercizio e per tenersi in forma “a tutto tondo”. Praticare questa attività motoria in maniera regolare, oltre che contribuire a perdere peso, aiuta anche a ridurre il rischio di malattie croniche, come quelle cardiache, il diabete di tipo 2 e l’ictus. Inoltre, il nuoto può migliorare il nostro umore e contribuisce a combattere lo stress.

clip_image.jpeg-300x200 Nuoto: tra motivazione e perdita di peso

Perdere peso con il nuoto

Da un punto di vista della perdita di peso il nuoto è uno sport perfetto, in virtù dell’eccellente consumo calorico che permette di avere. Fare 30 minuti di nuoto in maniera lenta per una persona di 60 kg di peso significa bruciare circa 240 calorie. Si tratta dello stesso consumo calorico che si ha nel ciclismo e di un consumo maggiore di quello che si ha se si facessero 30 minuti di danza aerobica o di camminata veloce.

 

 

 

15067.jpeg-300x169 Nuoto: tra motivazione e perdita di peso

La motivazione è fondamentale

Per avere dei risultati migliori occorre essere motivati e praticarlo in maniera costante due/tre volte a settimana. Si può provare per un certo periodo di tempo ad andare in piscina in maniera regolare, prima o dopo il lavoro e magari nei fine settimana. Si può anche scrivere in agenda l’appunto di andare in piscina, in modo che diventi un appuntamento fisso nel proprio programma settimanale. Andare a nuotare con un amico o con il partnere aiuta molto da un punto di vista della volontà e della motivazione. Quali che siamo le scelte che possono spingere verso la piscina bisogna coglierle al volo perché, come detto in apertura di questo articolo, nuotare fa bene anche da un punto di vista della salute e permette di raggiungere l’obiettivo di stare sempre sani e in forma.

 

 

Questo articolo è dedicato alle donne  lievemente sottopeso o sovrappeso, le cosiddette “normopeso”, che confondono l’ipotonia muscolare e dei tessuti, ossia il bisogno di tonificare, con quella ben diversa di dimagrire. In questi casi spesso ci si sottopone ad allenamenti estenuanti per un determinato periodo di tempo, con una alimentazione ipocalorica, bilanciata ed equilibrata ma nonostante ciò, dopo 3 o 4 mesi, non si è affatto soddisfatti del risultato. In poche parole si parte da una “pera” e si diventa una “peretta” ma senza sostanziali cambiamenti, a volte anzi peggiorando addirittura la situazione iniziale.Cosa accade di preciso?

  1. Si sbaglia allenamento8-2.jpeg-300x225 Donne, fitness e alimentazione: facciamo chiarezza!
  • Gli allenamenti devono essere brevi e intensi, orientati alla tonificazione muscolare piuttosto che a un lavoro aerobico, mentre si pensa erroneamente che più si suda è più si perde peso. In realtà il peso viene a perdersi almeno in tre modi diversi:
  • perdendo acqua: il corpo è costituito per il 60% da acqua. Se per un giorno non bevessimo e facessimo una sauna potremmo perdere fino a 3-4 kg, ma questo causerebbe una potente disidratazione, con un successivo e considerevole calo della performance.oltre ad essere molto pericoloso per la salute;
  • perdendo massa muscolare: questo accadrebbe astenendosi dal mangiare e digiunando ma non provocherebbe altro che ipotonia, ossia la diminuzione di massa muscolare e non quella grassa;
  • perdendo grasso: per farlo bisogna agire in maniera sana, con alimentazione adeguata e bilanciata da un punto di vista di calorico cui si aggiunge una adeguata attività fisica, che sia di qualità.

2. Ci si affida ad un regime alimentare troppo ipocalorico

  • Se vi allenate con serietà e costanza, non fate mai diete ipocaloriche o a basso contenuto di carboidrati;
  • aumentate i carboidrati nei giorni di allenamento, tenendo leggermente più bassi i grassi;
  • tenete sempre costanti le proteine: il fabbisogno non cambia, a meno che per qualche motivo siate costrette a rinunciare agli allenamenti per un periodo di tempo molto lungo, magari per un infortunio;
  • per ciò che riguarda la consistenza dei pasti, cerchiamo di fare un’ottima colazione e di distribuire il resto dei pasti nel miglior modo durante la giornata. Sostanzialmente i più importanti sono due: il pasto pre workout, che fornisce energia per allenarsi e il pasto post, che permette un recupero più efficiente ed immediato. Importante è ricordare che dopo l’allenamento i muscoli sono come spugne assetate di glucosio e hanno bisogno di proteine per poter riparare quelli di loro che si son danneggiati e anche di grassi buoni al fine di sostenere la sintesi ormonale;diet1.jpeg-300x169 Donne, fitness e alimentazione: facciamo chiarezza!
  • un pasto ottimale e ben bilanciato è a base di carboidrati, rapidamente assorbibili e stimolatori dell’insulina ed un po’ di proteine e di grassi “buoni”. In questo processo è l’’insulina la chiave che permette agli zuccheri di entrare nelle cellule, in questo momento nel muscolo, trascinando all’interno di quest’ultimo anche gli altri nutrienti necessari per il recupero. Questo a sfatare il falso mito che non vorrebbe l’assunzione di carboidrati in orari serali, che andranno unicamente a ricaricare le scorte di glicogeno esaurite durante il lavoro dei muscoli e non a depositarsi sotto forma di grassi.