Tra i numerosi benefici dello sport, possiamo aggiungere anche benessere e salute psicofisica per le persone che hanno subìto un trapianto: è quanto emerge da uno studio internazionale, promosso dal Centro Nazionale Trapianti, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bologna e il Centro Studi Isokinetic.

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Lo studio, condotto su 22 pazienti (20 trapiantati di rene e 2 di fegato), ha dimostrato i benefici dell’attività fisica che – in casi come quelli inerenti i trapiantati – può rivelarsi una vera e propria terapia.

Le persone su cui lo studio è stato effettuato, infatti, hanno fatto registrare – in sei mesi di esercizio personalizzato, effettuato tre volte a settimana per un’ora – i seguenti dati:

  • diminuzione media del 5% di grasso corporeo;
  • aumento medio tra l’8 e il 18% della forza degli arti inferiori e superiori;
  • aumento medio del 10% della potenza aerobica;
  • un miglioramento del 10% di benessere psico-fisico.

I dati sopra esposti indicano che l’esercizio personalizzato (sempre prescritto dal medico sportivo e svolto sotto la supervisione di personale qualificato) rende possibile il raggiungimento di obiettivi come la diminuzione della percentuale di grasso e l’aumento di forza muscolare e resistenza cardiorespiratoria.
I dati assumono maggior rilevanza alla luce del fatto che, nei trapiantati di rene, il 38% delle cause di morte è legato a patologie cardiovascolari.

L’ernia del disco è una deformazione del disco intervertebrale, ossia l’Disco intervertebrale ammortizzatore naturale, interposto tra una vertebra e l’altra, con lo scopo di attenuare le pressioni sviluppate durante i movimenti, ad esempio mentre si salta, si corre o si subiscono scossoni sul sedile dell’auto. Ve ne sono di tre tipi: l’ernia cervicale, la dorsale e la lombare, ma quali sono i sintomi? Mal di schiena, mal di collo o dolori alla gamba. L’ernia, infatti, comprime i nervi che fuoriescono dalle vertebre, ma per fortuna nella grande maggioranza dei casi si riparano da sole senza ricorrere al bisturi. Come si cura quando non è necessaria la chirurgia? Qui di seguito elenchiamo le terapie più efficaci a cui sottoporsi (associandole chiaramente alla cura farmacologica più idonea).

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ERNIA LOMBARE

Rappresenta circa l’80% di tutte le tipologie di ernia e consiste in una rottura o uno sfiancamento dell’anello fibroso del disco nelle vertebre L4-L5 (segmenti lombari 4 e 5) o L5-S1 (segmento lombare 5 e segmento sacrale 1) e conseguente fuoriuscita del nucleo polposo, che va a comprimere il nervo spinale, causando dolore agli arti inferiori. Inoltre le vertebre lombari sono quelle che più risentono di posture viziate assunte alla guida e al lavoro.

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SINTOMI: iniziano in genere con il cosiddetto “colpo della strega” (lombalgia acuta con sciatalgia); quando il nucleo polposo preme sull’anello esterno, si prova dolore, rigidità e crampi alla parte bassa della schiena. Quando l’ernia viene espulsa, il dolore diventa più intenso associandosi a formicolii ai piedi. Spesso il male si irradia all’inguine e alla parte interna della coscia corrispondente al disco erniato. La parte del disco fuoriuscita finisce col premere sulla radice del nervo sciatico, che parte dai forami delle vertebre lombari e innerva tutta la gamba. La lombosciatalgia impedisce al soggetto di camminare, bloccandolo anche a letto per giorni.

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TERAPIA: sarebbe innanzitutto opportuno riposare per qualche giorno e ricorrere a farmaci antinfiammatori. Alla cura farmacologica va associato un corretto intervento fisioterapico che in un primo momento, e nella fase un po’ più acuta, sarà caratterizzato dall’utilizzo di Tens e Tecarterapia  e mobilizzazione passiva del tratto lombare con esercizi di STRETCHING e TRAZIONE VERTEBRALE per dare la possibilità alla muscolatura lombare di distendersi e allungarsi al meglio, in modo tale da alleviare tutti quei dolori causa dello stato di contrattura presente a livello del sistema muscolare lombare. Importante il lavoro di decompressione vertebrale perché le vertebre lombari sono quelle che soffrono più di tutte in quanto devono sostenere la maggior parte del carico che il busto esercita. In un secondo momento, quando la muscolatura avrà smaltito lo stato di contrattura antalgica, sarebbe opportuno impostare un lavoro di RINFORZO MUSCOLARE per creare una muscolatura molto più forte in maniera tale da garantire una migliore stabilizzazione di tutti i metameri vertebrali a livello lombare per far sì che il problema non si ripresenti.

ERNIA CERVICALE

Meno frequente di quella lombare, è spesso l’esito di un trauma come “il colpo di frusta” da tamponamento. Sovente questo disturbo delle colonna estremamente fastidioso, viene sottovalutato perché i sintomi si confondono con quelli dell’artrosi cervicale (o cervicalgia), a sua volta originata da un deterioramento fisiologico dei dischi vertebrali. Nell’ernia, però, i dischi non sono consumati, ma “schiacciati“, con fuoriuscita della parte morbida, interna, fuori dalla colonna.

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SINTOMI: il dolore al collo è sicuramente il primo campanello di allarme, tuttavia questo tipo di dolore è spesso accompagnato da mal di testa, nausea, capogiri, senso di stordimento, difficoltà a ruotare la testa e a sollevare il mento e a volte, quando il dolore è molto acuto, può irradiarsi fino al braccio provocando formicolii.

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TERAPIA: in prima battuta l’ernia cervicale va curata con farmaci antinfiammatori per alleviare il dolore e antiemetici per attenuare il senso di nausea. Alla cura farmacologica va associato un corretto intervento fisioterapico che in un primo momento, e nella fase un po’ più acuta, sarà caratterizzato dall’utilizzo di Tens e Tecarterapia e mobilizzazione passiva del tratto lombare con esercizi di STRETCHING e TRAZIONE VERTEBRALE per dare la possibilità alla muscolatura del collo di distendersi e allungarsi al meglio, in modo tale da alleviare tutti quei dolori causa dello stato di contrattura presente a livello del sistema muscolare cervicale. In un secondo momento, quando la muscolatura avrà smaltito lo stato di contrattura antalgica, sarebbe opportuno impostare un lavoro di RINFORZO MUSCOLARE per creare una muscolatura molto più forte in maniera tale da garantire una migliore stabilizzazione di tutti i metameri vertebrali a livello cervicale per far sì che il problema non si ripresenti.

ERNIA DORSALE

E’ meno frequente rispetto alle altre due, e raramente manifesta sintomi o problemi, dovuti alla compressione discale in questo tratto del rachide. Provoca un dolore “a cintura” che si localizza nella parte mediana della schiena, ma la maggior parte delle volte non provoca alcun disturbo. Infatti il disco e le radici nervose, a livello dorsale, vengono poco in contatto e il nucleo polposo espulso spesso non le comprime.

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TERAPIA: in caso di dolore sarebbe opportuno prendere qualche farmaco antinfiammatorio per alleviare il dolore. Alla cura farmacologica va associato un corretto intervento fisioterapico che in un primo momento, e nella fase un po’ più acuta, sarà caratterizzato dall’utilizzo di Tens e Tecarterapia e mobilizzazione passiva del tratto dorsale con esercizi di STRETCHING e TRAZIONE VERTEBRALE per dare la possibilità alla muscolatura dorsale di distendersi e allungarsi al meglio, in modo tale da alleviare tutti quei dolori causa dello stato di contrattura presente a livello del sistema muscolare dorsale. In un secondo momento, quando la muscolatura avrà smaltito lo stato di contrattura antalgica, sarebbe opportuno impostare un lavoro di RINFORZO MUSCOLARE per creare una muscolatura molto più forte in maniera tale da garantire una migliore stabilizzazione di tutti i metameri vertebrali a livello dorsale per cercare di ripristinare un eventuale dorso curvo, spesso causa della formazione di ernie del disco dorsali e per far sì che il problema non si ripresenti.

Nella cura farmacologica dei tre tipi di ernia (cervicale, dorsale e lombare) va inserito l’utilizzo di L-acetilcarnitina e del complesso vitaminico B1, B6 e specialmente B12 in quanto sostanze rigeneranti della guaina del nervo e con un forte effetto antinevritico: tendono ad alleviare il fastidioso effetto di formicolio dato dall’irritazione della radice del nervo a causa della compressione che il disco erniato genera su di essa.

Questo articolo è il risultato di una raccolta di informazioni reperite sia in rete, sia su riviste di salute sul tema del problema dell’ernia del disco. Il contenuto del suddetto non è stato redatto da personale medico, né vagliato da alcun ente od organizzazione collegata con il servizio sanitario nazionale.

 

I crampi muscolari possono essere anche piuttosto dolorosi e arrivano all’improvviso a causa di una contrazione involontaria di uno o più muscoli. La contrazione è determinata dal fatto che all’interno dei muscoli non è presente una corretta quantità di ossigeno. Si può incorrere nei crampi muscolari anche durante la pratica dell’attività sportiva, come gli sport invernali e lo sci in particolare. I rimedi omeopatici possono costituire un aiuto da tenere in considerazione. Naturalmente sono escluse le cure fai da te.

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Anche nel caso dell’omeopatia, come d’altronde nel caso della medicina tradizionale, non bisogna improvvisare, ma è opportuno rivolgersi ad un esperto. In linea generale possiamo provare a delineare alcune indicazioni di soluzioni omeopatiche adatte a combattere i crampi muscolari, ricordando che il tutto deve essere comunque seguito sotto stretto controllo medico. Per attuare un’adeguata prevenzione dei crampi, potrebbe essere utile l’assunzione di Bioptimum S-stress; particolarmente indicati sono anche Arnica montana 9 CH, Cuprum metallicum 9 CH e Sarcolacticum acidum 5 CH. Queste sostanze dovrebbero essere assunte prima, durante e dopo lo sforzo fisico.

Dopo uno sport praticato in maniera intensa, si può incorrere in un indolenzimento muscolare. In casi come questo sarebbe importante assumere Arnica montana 9 CH. Infine, ma non meno importante, ricordiamo che quando si pratica attività sportiva, di qualsiasi natura essa sia, è sempre opportuno fare un buon riscaldamento prima e dello stretching dopo.

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Se però il dolore è molto intenso è possibile trattare la zona interessata con la Tecarterapia.

La ginnastica correttiva è rivolta a bambini e ragazzi, ovvero a quei soggetti che sono ancora in crescita e la cui formazione ossea non è ancora definitiva e conseguentemente ancora modificabile attraverso un uso appropriato dell’esercizio fisico. E’ finalizzata non solo a correggere il difetto della postura, ma soprattutto a prevenire un futuro possibile peggioramento (scoliosi, cifosi o dorso curvo, iperlordosi, ecc).

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A chi si rivolge
La ginnastica correttiva si occupa di bambini e adolescenti perfettamente sani che però presentano paramorfismi, ovvero alterazioni nella forma e nell’atteggiamento del corpo che, senza difetti nella struttura ossea, comportano una alterazione della forma corporea (sono vizi di postura: atteggiamento scoliotico, portamento rilassato, dorso curvo, ecc).
Si parla invece di dismorfismi quando le alterazioni dello scheletro si cronicizzano e non possono essere modificate con la ginnastica correttiva in quanto l’osso si è stabilizzato nel nuovo “assetto”.
I paramorfismi, soprattutto nel periodo dell’età evolutiva, sono per lo più poco visibili e non provocano dolore; inoltre, nel caso vi sia una predisposizione, l’età scolare è il momento in cui esse si manifestano. Infatti, le statistiche parlano di oltre il 50% dei bambini che, dal primo ciclo della scuola elementare al terzo anno della scuola media, risultano portatori di paramorfismi che interessano il rachide, i piedi, il ginocchio. Infatti il corpo del bambino può essere sovraccaricato da un uso scorretto dello zaino, da posture sbagliate e dannose su sedie e scrivanie.
Per evitare che queste alterazioni fisiche si trasformino in dismorfismi (succede soprattutto in quelle che interessano la funzione statica della colonna vertebrale) è importante, se non fondamentale, che gli insegnanti e i genitori riescano a rilevarne la presenza fin dai primi anni di scuola. Tanto prima si riesce ad intervenire con la ginnastica correttiva, costante e continua, quanto migliori saranno i risultati affinché il ragazzo ridiventi in grado di assumere la posizione corretta e di mantenerla.

Gli obiettivi della posturale nel bambino
La capacità dell’esercizio fisico di plasmare il corpo a nostro piacimento è ancora più evidente durante il periodo della crescita (età evolutiva). Allora, sfruttando questa prerogativa dell’esercizio, si mira a migliorare la morfologia e la postura dei bambini e dei ragazzi che, con il crescere, vedono il proprio fisico indebolirsi e andare incontro a paramorfismi. Quindi la ginnastica posturale si prefigge l’obiettivo di correggere i paramorfismi e di modificare gli atteggiamenti scorretti.

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Come si ottiene tutto ciò
Si ottiene attraverso esercizi di allungamento delle retrazioni miofasciali, potenziamento dei muscoli deficitari, ricerca della postura corretta sia in situazioni dinamiche che statiche, percezione e autocorrezione dei difetti posturali.
Si insegna ai bambini e adolescenti ad avere un controllo sul proprio corpo e sui propri movimenti, per renderli più precisi e più sani.

Quando e quanto è consigliata praticarla
Le lezioni sono di tipo individuale, in modo tale da sviluppare un programma personalizzato sul bambino, in base alle sue necessità. La durata della seduta è di circa 1’ora, naturalmente può variare in base alla capacità del bambino di concentramento sull’esercizio. Prima di incominciare le lezione è opportuno sottoporre il bambino ad un’analisi posturale attraverso l’utilizzo di due apparecchiature: Postural Bench e Pedana Stabilometrica. La Postural Bench è una macchina che, attraverso sensori a pressione, permette di osservare le tensioni delle catene muscolari posteriori che sono la causa delle torsioni a livello dei tratti dorsale, lombare e sacro-iliaco. La Pedana Stabilometrica, invece, ci permette di analizzare il baricentro del paziente e quindi i disordini che esso provoca se è fuori asse quando egli è in posizione eretta. Ciò significa che viene valutata la posizione del paziente in ortostasi (in piedi) ovvero se la sua postura è più spostata in avanti, indietro o lateralmente, oltre alla valutazione degli arti anteriori.

L’alimentazione del bambino e dell’adolescente

Per sviluppare al massimo le loro potenzialità, i bambini devono assolutamente seguire una dieta sana. Le abitudini alimentari e sportive dell’infanzia e dell’adolescenza possono determinare la differenza tra salute e rischio di malattia negli anni successivi. Le diverse fasi del ciclo della vita impongono esigenze nutrizionali diverse. Dopo i 4 anni, il fabbisogno energetico per chilogrammo di peso corporeo diminuisce, ma la quantità effettiva di energia (calorie) necessaria aumenta man mano che il bambino cresce. Dai 5 anni all’adolescenza, c’è un periodo di crescita lenta ma costante. In alcuni bambini l’assunzione di ferro, calcio, vitamine A e D e vitamina C può essere inferiore ai livelli consigliati, anche se nella maggior parte dei casi le carenze sono improbabili, purché l’apporto energetico e proteico sia adeguato e si mangino cibi diversi, compresa frutta e verdura.
Pasti regolari e spuntini salutari che comprendano alimenti ricchi di carboidrati, frutta e verdura, latticini, carni magre, pesce, pollame, uova, legumi e noci dovrebbero contribuire ad una crescita e ad uno sviluppo corretto senza introdurre calorie eccessive con la dieta. I bambini hanno bisogno di bere molti liquidi, soprattutto se fa caldo o se praticano attività fisica. L’acqua è ovviamente una buona fonte di liquidi, priva di calorie. La varietà è importante nella dieta del bambino: si possono scegliere anche altre fonti di liquidi, come latte e bevande a base di latte (frullati, succhi ed estratti di frutta).
Le esigenze nutrizionali dei giovani sono influenzate in primo luogo dalla crescita improvvisa che si manifesta nella pubertà. Il picco di crescita si ha generalmente tra gli 11 e i 15 anni per le ragazze e tra i 13 e i 16 anni per i ragazzi. Il bisogno di nutrienti è notevolmente diverso da persona a persona e l’assunzione di cibo può variare enormemente da un giorno all’altro, cosicché la carenza o l’eccesso di un giorno può benissimo essere compensato il giorno successivo. In questo periodo della vita, si ha un maggior rischio di carenza di vari nutrienti, tra cui ferro e calcio.

La ginnastica posturale aiuta ad alleviare i dolori che, durante la giornata impediscono, a volte, di lavorare, allenarsi e perché no anche a compiere semplici gesti quotidiani quali lavare i pavimenti o raccogliere un oggetto da terra. Lombalgia, dorsalgia, sciatalgia, lombocruralgia, cervicobrachialgia, cervicalgia, patologie vertebrali, tanti nomi che si possono riassumere in uno solo: mal di schiena. Chi non ne ha mai sofferto almeno una volta nella vita!

Foto: flaviliciousfitness.tumblr.com

Il mal di schiena è molto diffuso non solo tra anziani con osteoporosi o adulti con problemi vertebrali, ma anche tra giovani sani che usano male la loro colonna vertebrale assumendo atteggiamenti scorretti al lavoro, in aula, in palestra. Oltre a posture e movimenti scorretti, a causare il dolore possono essere stress, forma fisica insufficiente o sovrappeso.

Foto: exercisestudies.co.uk

Tre concause che possono essere facilmente eliminate con un’attività fisica mirata quale la ginnastica posturale. Tuttavia quando il dolore è molto intenso è possibile trattare la zona interessata attraverso la Tens, la Tecarterapia e la mobilizzazione passiva del tratto lombare con esercizi di STRETCHING e TRAZIONE VERTEBRALE per dare la possibilità alla muscolatura di distendersi e allungarsi al meglio.

Foto: unique-center.it

Quando e quanto è consigliato praticare la ginnastica posturale
Le lezioni sono di tipo individuale, in modo tale da sviluppare un programma personalizzato sull’individuo, in base alle sue necessità. Prima di incominciare le lezione è opportuno sottoporre il bambino ad un’analisi posturale attraverso l’utilizzo di due apparecchiature: Postural Bench e Pedana Stabilometrica. La Postural Bench è una macchina che attraverso sensori a pressione, permette di osservare le tensioni delle catene muscolari posteriori che sono la causa delle torsioni a livello dei tratti dorsale, lombare e sacro-iliaco. La Pedana Stabilometrica invece, ci permette di analizzare il baricentro del paziente e quindi i disordini che esso provoca se è fuori asse quando egli è in posizione eretta. Ciò significa che viene valutata la posizione del paziente in ortostasi (in piedi) ovvero se la sua postura è più spostata in avanti, indietro o lateralmente, oltre alla valutazione degli arti anteriori.

Definizione dell’attività professionale

L’insegnante di metodo Feldenkrais® opera nel settore dell’educazione somatica, studia il movimento umano e la sua relazione con l’apprendimento e la consapevolezza. La sua azione ha un ampio spettro di applicazioni: può rivelare e cambiare i comportamenti abituali responsabili di condizioni di tensione e dolore; facilita e consente il miglioramento delle capacità e delle funzionalità motorie; insegnato ad atleti, artisti, musicisti, danzatori può migliorare le loro capacità; è adatto a tutte le età e condizioni fisiche.

Il metodo ha due modalità d’insegnamento: lezioni collettive di “Consapevolezza Attraverso il Movimento” (CAM)* e lezioni individuali di “Integrazione Funzionale” (IF). Le lezioni sono condotte dall’insegnante utilizzando indicazioni verbali oppure il tocco delle mani come indicazione di movimento. In base al tipo di lezione e a seconda della posizione, della comodità e di altre eventuali necessità dell’allievo, nelle lezioni si usano supporti e sostegni di vario tipo: tavolo Feldenkrais®, sedie, rulli e cuscini. Durante le lezioni di CAM o di IF gli allievi indossano abiti comodi. In accordo con le ultime ricerche delle Neuroscienze, l’insegnante Feldenkrais® sviluppa e affina la sua capacità di osservazione degli schemi motori, porta l’attenzione dell’allievo sulle proprie percezioni sensoriali e sul proprio senso cinestesico, per favorirne l’organizzazione psicomotoria e l’ampliamento dell’immagine di sé.

* : in Italia si usa anche il termine Conoscersi attraverso il movimento, sempre con acronimo CAM.

Consapevolezza Attraverso il Movimento (CAM)

L’insegnante guida con la voce il gruppo degli allievi dando indicazioni che li orientano a un’osservazione attenta del corpo in movimento. La lezione Feldenkrais® consiste in una esplorazione del modo in cui ci muoviamo che permette di diventare consapevoli delle proprie abitudini motorie e allo stesso tempo di scoprire nuove possibilità che permettono di riorganizzare gli schemi abituali, spesso disfunzionali o controproducenti.

Integrazione Funzionale (IF)

Nel lavoro individuale di Integrazione Funzionale, l’insegnante tocca e muove la persona in maniera rispettosa e non invasiva, per aiutarla a diventare consapevole dei propri processi motori. L’integrazione Funzionale è una tecnica delicatissima e non invasiva, il tocco è gentile e rispettoso, la funzione è di comunicare alla persona informazioni su di sé, non di correggere bensì di suggerire alternative o ulteriori possibilità di organizzazione.

Fonte: AIIMF Associazione Italiana Insegnanti Metodo Feldenkrais®

Il conto alla rovescia è partito, le ore che ci separano dall’evento “I giorni più belli di Aqvaworld” sono pochissime, il nostro Open Day sta per arrivare. Dal 9 al 10 settembre AQVAWORLD BLUWELLNESS FAMILY CLUB aprirà le sue porte a partire dalle 10:00 del mattino a tutti.

È un modo per conoscerci, per seguire le attività che facciamo, scoprire la nostra passione e imparare a condividerla. Una giornata all’insegna dello sport, del benessere e del divertimento  dedicata a tutti coloro che desiderano avere uno stile di vita sano “healthy lifestyle” e soprattutto che non possono rinunciare, nel corso della loro giornata, ad un’ora di puro divertimento.

Che tu sia adulto o bambino, che ti piaccia il nuoto, la pallanuoto, il Group Cycling® o l’allenamento funzionale,noi abbiamo tutto il necessario che fa per te. Massima professionalità e cortesia contraddistinguono da sempre il nostro brillante staff che segue corsi completi, divertenti e soddisfacenti. Sabato  9 e domenica 10 vieni a vedere di che “pasta siamo fatti”.

Per info e prenotazioni contatta il numero 0835.1973570. In calce il palinsesto delle attività da poter effettuare, al momento della prenotazione ti consegneremo una pass card e con un costo di soli 5 € potrai fare tutte le attività che più desideri.

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PALINSESTO

Sabato 9 e Domenica 10 settembre sempre disponibili dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00

Sabato 9 settembre ore 11:00 e domenica 10 settembre ore 11:00 e ore 18:00

Sabato 9 settembre dalle 17:00 alle 19:00

Forza, determinazione e ottimismo sembrano essere gli ingredienti giusti che lo sport riesce ad apportare a chi lo pratica regolarmente; senza dimenticare che l’attività fisica è importante per combattere l’obesità, ha risvolti benefici sul cuore, garantendo la protezione cardiovascolare e contro l’ipertensione arteriosa. Ma quali attività fisiche dobbiamo compiere per sentirci meglio anche psicologicamente? Scopriamolo insieme.

CORSA possibilmente da praticare in luoghi particolarmente rilassanti, come, ad esempio, in mezzo alla natura di un parco o nelle zone vicino al mare. Può essere il modo più giusto per lasciarsi alle spalle le preoccupazioni e la vita frenetica della città e per ritrovare un miglior rapporto con il corpo. Alcune ricerche dimostrano come i benefici che si ricavano dalla corsa siano molto simili a quelli derivanti dalla meditazione.

Foto:caribbeancr.edublogs.org

CICLISMO chi usa la bike sa bene come sia importante allenare le gambe e dare la possibilità alla mente di restare più in sintonia. Per questo sarebbe opportuno pedalare nel verde, per rilassarsi. La bicicletta garantisce anche una migliore respirazione e l’ossigenazione svolge un ruolo essenziale nel rilassare lo spirito. La pedalata va bene anche indoor, meglio nota come Group Cycling, perché simula il ciclismo su strada e si è seguiti da un istruttore che impartisce i ritmi di pedalata secondo la velocità della musica utilizzata.

Foto: blog.codyapp.com

PILATES si basa sul rilassamento dei muscoli e sul mantenimento della corretta postura. Grazie a questi due principi lo sport in questione consente di sentirsi meglio velocemente, non solo fisicamente, ma anche nel conseguire il giusto equilibrio psichico.

Foto: fitnessnetwork.com.au

Acqua Fitness ci si può allenare dolcemente o in maniera più intensa. Si ha modo di scaricare le tensioni nervose all’interno di questo liquido ricco di simboli e carico di emozioni. L’acqua permette alla mente di rilassarsi e di ritrovare un rapporto più intimo con il proprio corpo.

Foto: ecspedycja.eu

YOGA respirazione e meditazione sono le basi fondamentali dello yoga. Riduce l’ansia e la depressione, combatte l’insonnia, aiuta a diventare più consapevoli e quindi ad acquisire chiarezza mentale. Ma questi sono solamente alcuni dei benefici dello yoga, che aumenta la concentrazione, oltre a far bene al cuore, a sconfiggere il mal di schiena e a rallentare l’invecchiamento.

Foto: dolphinsquare.co.uk

 

Mantenere il benessere psicofisico anche sulla soglia dei cinquanta, all’apparire dei primi sintomi della menopausa, si può. Prima di tutto non va considerata come una malattia, ma come una fase della vita da affrontare con i mezzi giusti. Un’alimentazione sana è importante perché una dieta ricca di calcio e vitamina D è fondamentale sia nella prevenzione, sia nella cura dell’osteoporosi. Oltre a una corretta alimentazione, l’attività fisica è fondamentale per controllare l’aumento di peso, una complicazione della menopausa dovuta allo sbilanciarsi degli equilibri metabolici, ma soprattutto per la prevenzione dell’osteoporosi, e va iniziata il più precocemente possibile.

Foto: telegraph.co.uk

Le terapie mediche dell’osteoporosi hanno un’efficacia nettamente superiore se unite alla giusta attività fisica. Altrettanto dicasi per le pratiche di mobilizzazione e allungamento, che hanno un ruolo utilissimo nel prevenire le rigidità articolari e le problematiche posturali. Non è mai troppo tardi per cominciare, purché l’allenamento sia progressivo per consentire alle ossa, che l’osteoporosi rende meno resistenti alle sollecitazioni e più fragili, di adattarsi. Oltre a tenere sotto controllo il peso, l’attività fisica consente inoltre di rinforzare e tonificare i muscoli, che rappresentano una sorta di “guaina protettrice” per le ossa.

Dai 45 ai 50 anni

Se si è in premenopausa, ma non si hanno problemi particolari, si può scegliere l’attività fisica che vuoi. E se non si ha mai praticato sport basta iniziare gradualmente.

– Corsa: solo dopo una visita medica con elettrocardiogramma sotto sforzo.

– Ginnastica: a corpo libero o con i pesi, ma rispettando i tempi di adattamento muscolare.

– Attività di gruppo: lezioni a impatto moderato con esercizi per tonificare e/o potenziare le parti del corpo che ne hanno più bisogno.

Foto: munfitnessblog.com

– Stretching: senza controindicazioni.

– Addominali: puntare sulla tonificazione, per “sostenere” la colonna vertebrale.

Se abbiamo abbinato bene il nostro allenamento, che sia in acqua o in palestra, a una corretta alimentazione non avremo nulla da temere per una eventuale prova costume, altrimenti dovremo prepararci a fare delle belle camminate in montagna e rinunciare, al mare.

Scherzi a parte, sapere cosa mangiare prima e dopo l’attività motoria è fondamentale per rendere il proprio allenamento più efficace possibile. Ormai, dovreste aver capito che andare in palestra può essere una sofferenza, ma è d’aiuto per perdere i chili in più. Bisogna, però, evitare di andarci a stomaco vuoto e, anzi, scegliere attentamente un’alimentazione pre allenamento che faccia andare d’accordo dieta e sport.

Cosa mangiare prima

La dieta per l’attività sportiva è fondamentale perché, da un lato, crea tutti i presupposti necessari al raggiungimento di una prestazione ottimale, dall’altro, permette un recupero post-allenamento più efficace. È importante selezionare degli alimenti che siano altamente digeribili, che abbiamo un’elevata densità energetica quali:

1) petto di pollo con riso integrale, che garantiscono molta energia e pochi grassi;

​2) toast integrale dolce con un cucchiaio di miele o un toast integrale salato con fesa di tacchino e insalata, entrambi ricchi di fibre a lento rilascio;

3) insalata di ceci in succo di limone, super proteica e senza grassi.

Idealmente, il pasto deve avere circa 300 calorie e dev’essere consumato almeno tre ore prima dell’allenamento.
Come spuntino per l’allenamento, invece, sarebbe opportuno optare per un frutto come la banana che, ricca di potassio, protegge i muscoli durante la prestazione fisica. Assicuratevi di mangiarlo almeno mezz’ora prima dell’inizio dell’allenamento.

Cosa mangiare dopo

Cibarsi dopo l’attività motoria è fondamentale, contrariamente a quanto si pensa, ossia che subito dopo l’allenamento sia sbagliato mangiare perché tutte le calorie appena bruciate vengono reintegrate. Invece, mangiare dopo l’allenamento è l’unico modo per aumentare i risultati ottenuti durante “la fatica”. L’importante è saper scegliere gli alimenti giusti. Quello che proponiamo vale, come sopra, soltanto come spunto e non come vademecum.

1) Salmone al forno con asparagi;

2) tagliata di vitello con pomodori e rucola;

3) insalata di pomodori, cetrioli, feta e olive;

4) bresaola con olio d’oliva, succo di limone, rucola e grana.