Sabato 27 gennaio alle ore 16:30 unisciti a noi per un evento dedicato ancora una volta alla bike ride di 90 minuti non stop in compagnia degli istruttori Flavio e Angela! Festeggiamo infatti l’Affiliation Day al circuito ICYFF. Ti invitiamo però ad affrettarti ad aderire all’evento perché i posti sono limitati, abbiamo a disposizione poche bike. Il costo di partecipazione è di sole 10,00 €. Per ulteriori info rivolgiti alla reception del nostro Club oppure chiama lo 0835.1973570.

Ridiamo come forma di esercizio, ma velocemente si arriva a produrre una risata vera attraverso il contatto oculare e la giocosità e la gioia tipiche dei bambini. Lo Yoga della Risata, metodo unico che sta diffondendosi a macchia d’olio in tutto il mondo, ha come obiettivo il buonumore, il BENESSERE ridendo senza l’ausilio di gags comiche o barzellette o umorismo in generale. La ragione per cui è chiamato Yoga della Risata si basa sul dato scientifico che il corpo non avverte la differenza tra una risata reale e una indotta (se fatta volontariamente) e si producono gli stessi benefici sia a livello fisiologico, sia a livello psicologico. Nasce in India nel 1995 per volere del medico Katarina in parco di Mumbai, in seguito si diffonde rapidamente in tutto il mondo. Attualmente si contano migliaia di Club della risata in oltre 65 Paesi.

Sabato 17 febbraio si unisce anche Aqvaworld Bluwellness Family Club dove, alle ore 16:30 presso la sala fitness, si terrà una lezione dimostrativa. Per poter partecipare occorre:

  • penotare fornendo i propri dati alla nostra Reception chiamando lo 0835.1973570
  • acquistare il ticket al costo di 3,00 €. Al termine della lezione degusterete un buon estratto di frutta di stagione.

Perché parteciparvi. I 3 perché dello Yoga della Risata

  1. Al fine di ottenere i benefici scientificamente provati della risata, bisogna ridere in maniera continuativa per almeno 10-15 minuti. Poiché nello Yoga della Risata si ride come esercizio, possiamo prolungare la risata quanto vogliamo. D’altro canto la risata naturale non dura che pochi secondi, che risultano insufficienti ad apportare cambiamenti fisiologici e biochimici nel corpo.
  2. Sempre per ottenere il massimo dei benefici dalla risata questa deve essere forte e fragorosa e provenire dal diaframma. Dovrebbe essere una risata di pancia. Potrebbe non essere socialmente accettabile ridere fragorosamente, ma i Club della Risata forniscono un ambiente sicuro in cui si può ridere fragorosamente e di cuore, senza alcuna implicazione sociale.
  3. La risata spontanea che facciamo nella nostra quotidianità è dipendente da molte ragioni e condizioni, ma non sono molte le ragioni che ci fanno ridere.

Imparare a capire il proprio ritmo a cosa corrisponde in termini di frequenza cardiaca è importantissimo nell’allenamento dei nuotatori. Qui di seguito ti forniamo un tipo di allenamento per poter controllarlo senza l’ausilio di cardiofrequenzimetri o altro. Quello che ti consigliamo vivamente è di mantenere la velocità della battuta di gambe e l’andatura per portare il battito cardiaco nella fascia che più desideri.

Riscaldamento

  • 100 stile libero completo;
  • 100 pull buoy;
  • 100 gambe;
  • 3 x 50 gambe abbassando il tempo 1-3 (cioè aumentando la velocità dalla vasca 1 alla 3) con :10 di recupero;
  • 3 x 50 stile completo abbassando il tempo 1-3 con :10 di recupero.

 Serie principale

  • 3 x 150 con ripartenza base + :20 o :20 di recupero, così suddivisi:
    50 Stile completo
    50 gambe
    50 Stile libero completo;
  • 4 x 50 pullbuoy con :10 di recupero
    25 Dorso
    25 Stile
    Fai le vasche Dorso e Stile con lo stesso numero di cicli di bracciata;
  • 20 x 25 con :10 di recupero
    1 – remate (meglio se con palette per massimizzare il potenziamento e il miglioramento tecnico)
    2 – Stile libero con allungo migliore (distanza per bracciata)
    3 – remate (senza palette)
    4 – Battuta di gambe a Stile in immersione (no gambe delfino);
  • a piacere dal blocco 50 metri del tuo stile di gara. Cerca di fare il miglior tempo.

 

Defaticamento

  • 300 a piacere in scioltezza

Le feste sono finite e abbuffate e brindisi di fine anno hanno messo a dura prova il nostro fegato. Capiterà a molti di sentirsi gonfi o appesantiti, l’importante, tuttavia, è ripristinare presto le abitudini alimentari sane e la regolarità dello stile di vita. Abbiamo preparato una lista di alimenti “must have”, utile a chi vuole depurarsi dopo le feste per sentirsi presto di nuovo in equilibrio. Ciò non vuol dire sottoporsi a grossi sacrifici, ma seguire alcuni semplici consigli. E ricordatevi di riprendere quanto prima l’attività fisica, per chi l’aveva messa in stand-by. Per coloro i quali non avevano neanche incominciato, beh SPORT è un must con cui ben incominciare il 2018!

Ecco la lista della spesa del mese di gennaio

  • BARBABIETOLA ROSSA, antiossidante naturale. Ricca di preziose sostanze, questa radice svolge un’importante azione protettiva utile per la prevenzione di importanti malattie degenerative e cardiovascolari. È ricca di acqua (90 grammi ogni 100), sali minerali come potassio, fosforo, calcio e ferro, e di vitamine, in particolare quelle del gruppo B (B1, B2, B3). Non mancano fibre di cui è ricca, e proteine. È povera invece di calorie (solo 19 ogni 100 grammi), la sua assunzione è quindi indicata, se si segue una dieta ipocalorica. Il succo di barbabietola rossa contiene quindi non solo un alto livello di antiossidanti biologicamente accessibili, ma anche molti altri micronutrienti fondamentali per il benessere come magnesio, acido folico, acido ascorbico, zinco, sodio, niacina, biotina, carotenoidi e flavonoidi.
  • PORRO, antiossidante, diuretico, lassativo, anti colesterolo e vitaminizzante. È considerato un attimo cibo anticancro al pari delle cipolle e l’aglio. La presenza di allile, il principio attivo del porro, assieme ai flavonoidi presenti nel vegetale possiedono anche un’azione benefica sulla circolazione del sangue in grado di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Il porro è un’ottima fonte alimentare di vitamina C, acido folico e betacarotene. È anche ricco di fibre alimentari utili contro la stitichezza. A tal proposito specifichiamo che le fibre più utili per regolarizzare l intestino sono quelle contenute nella parte bianca.
  • RADICCHIO ROSSO, una preziosa riserva di minerali e vitamine. Ha innanzitutto un’azione depurativa e, grazie all’alto contenuto di acqua (94%), la presenza di fibre e principi amari (cicorina), favorisce la digestione e il buon funzionamento dell’intestino. L’effetto disintossicante e di stimolazione della depurazione dell’organismo dalle tossine, con un azione diretta sulle funzioni del fegato, è determinato proprio dal tipico e caratteristico sapore amarognolo. Le sostanze amare stimolano anche i succhi gastrici che, oltre a facilitare la digestione, favoriscono la secrezione della bile e l’eliminazione dell’urina. Oltre all’alto contenuto di acqua e fibre, il radicchio è ricco di sali minerali, quali potassio, fosforo, sodio, ferro, magnesio, rame, calcio, principi amari, zuccheri, vitamine e aminoacidi.

  • ARANCIA, non solo vitamina C. Gli effetti di questa vitamina vengono potenziati in modo sinergico da altre sostanze. Il suo contenuto di Vitamina C (50 mg su 100 g, a pari merito con gli altri agrumi) le conferisce una particolare proprietà antinfluenzale oltre a una potente azione antiossidante, cioè la capacità di agevolare la cellula a smaltire i rifiuti ossidi prodotti dal proprio metabolismo (per questo gli alcolisti e i fumatori hanno un maggiore fabbisogno di Vitamina C). È importante per le reazioni di ossido-riduzione ed è utilizzata nella sintesi del collagene, un fattore antinvecchiamento molto consistente (infatti la pelle invecchia a causa della perdita di collagene e di fibre elastiche). Interviene nel processo di guarigione delle ferite (la vitamina C è perciò detta angiogenetica) e nell’assorbimento del ferro (proprietà antianemica).
  • CAVOLI E BROCCOLI, una fonte di salute. E pensare che fino a non molto tempo fa venivano considerati alimenti poveri, carenti di sostanze nutritive e, per giunta, dall’odore assai sgradevole. Fortunatamente, negli ultimi anni le loro qualità nutrizionali sono state rivalutate e molti studi hanno messo in evidenza insospettate proprietà nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e dei tumori dell’apparato digerente. In Italia si commercializzano in modo particolare il cavolfiore, il cavolo broccolo, il cavolo verza, il cavolo cappuccio, i broccoletti (detti anche cime di rapa), i cavoletti di Bruxelles, il cavolo rapa, il cavolo cinese e, infine, il cavolo nero.
  • KIWI, una fonte di vitamine. È particolarmente ricco di vitamine: presenta 85 milligrammi di vitamina C ogni 100 grammi, un quantitativo superiore rispetto anche all’arancia, limone e peperone che si considerano erroneamente i frutti più ricchi di tale vitamina. Pertanto consumare un kiwi al giorno contribuisce a mantenere costante l’apporto  giornaliero di tale vitamina senza dover ricorrere alla supplementazione (il fabbisogno giornaliero sarebbe di 75 mg). Per questo motivo il suo consumo risulta utile per rinforzare il sistema immunitario. La vitamina C è considerata benefica non solo per rafforzare il sistema immunitario ma anche per proteggere i vasi sanguigni e migliorare la circolazione.

  • CACHI, una fonte di betacarotene, minerali e vitamina C, ma occhio agli zuccheri! Dato l’alto contenuto di zuccheri è sconsigliato a chi è obeso o soffre di diabete; ma si tratta praticamente dell’unica controindicazione, perché per il resto il kaki è un frutto ricco di vitamina C, betacarotene e di minerali, come il potassio, e ha proprietà benefiche che spaziano dagli effetti lassativi (se il frutto è maturo; se è acerbo, al contrario, può risultare astringente) e diuretici, alla capacità di proteggere e depurare il fegato. Gli effetti regolatori sull’intestino sono i più conosciuti, ma i kaki in realtà sono i frutti perfetti anche per i bambini, gli sportivi, gli astenici, poiché hanno straordinarie capacità energizzanti, dovute principalmente agli zuccheri che contengono. Anche in questo caso è bene distinguere fra kaki maturi e acerbi: così come i kaki maturi aiutano in caso di stipsi, mentre quelli acerbi sono astringenti.
  • MELA, tutte le virtù. Per le sue molteplici proprietà benefiche dal punto di vista nutrizionale la mela è “il frutto per eccellenza”. È  in realtà un “finto frutto” perché il frutto reale consiste nella parte centrale e più dura che contiene i semi, mentre la parte gustosa della polpa è una trasformazione del fiore stesso del melo, a seguito della maturazione. Consumata con la buccia (per 100 g di parte edibile) produce 38 calorie e contiene 85 gr di acqua, 0,2 g di proteine, 10 g di carboidrati, 0,1 g di lipidi e 2,6 g di fibra. La mela è oramai un frutto senza stagioni, poiché è sempre reperibile. Tra le molteplici varietà ne ricordiamo alcune fra le più commercializzate: l’Anurca, la Renetta, la Golden Delicious, la Star Delicious, la Stark, la Cotogna e la Fuji.
  • NOCI, ricche di proteine, antiossidanti e “grassi buoni”. Sono preziose alleate della nostra salute grazie alla loro azione antiossidante, anti-colesterolo e di prevenzione nei confronti delle malattie cardiache. Le noci sono frutti molto calorici e quindi energetici, apportando infatti circa 650 calorie per 100 gr di prodotto. Sono costituite per la maggior parte da grassi e proteine. I grassi però sono insaturi quindi presentano numerosi benefici per la salute, soprattutto per quella del cuore. Anche le fibre sono presenti in buona quantità, aiutando nella regolazione delle funzioni intestinali, quindi in caso di stipsi, ed equilibrando i livelli di colesterolo e glucosio ematici. Tra le vitamine, le più abbondanti troviamo le vitamine del gruppo B, in particolare la B1 e la B6, ma anche la vitamina E e l’acido folico. Tra i minerali troviamo soprattutto calcio, ferro, magnesio ma anche zinco, fosforo e potassio. Le noci sono inoltre ricche di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi.

Alcuni ricercatori scientifici hanno scoperto l’esistenza nell’uomo di una molecola, l’irisina, che possiede diverse proprietà benefiche per la salute fisica e mentale. Secondo alcune indagini da laboratorio si è proprio evidenziato che durante l’attività fisica aumentano i livelli di irisina nel cervello, stimolando la memoria e l’apprendimento e recenti ricerche fatte sulle cavie e poi sull’uomo, hanno individuato l’importanza dell’irisina ai fini del metabolismo, bruciando i grassi e facendo dimagrire. Infine, ricerche italiane hanno evidenziato la capacità di questo ormone nella crescita del tessuto osseo.

L’irisina è stata scoperta nel 2012, dal ricercatore statunitense Spiegelman che dopo aver riscontrato il suo sviluppo sulle cavie di laboratorio, non ne evidenziò sull’uomo, cosicché la ricerca venne abbandonata. Venne ripresa in seguito, cambiando metodo di ricerca e con una tecnica chiamata “spettrometria di massa“, si evidenziò la presenza dell’ormone in 10 pazienti di 25 anni. I ricercatori americani hanno condotto l’esperimento sottoponendo alcuni giovani ad attività fisica per alcune ore a settimana per la durata di tre mesi. Altri ragazzi, al contrario, hanno condotto una vita sedentaria per lo stesso periodo. A conclusione dell’esperimento, si è evidenziata la quantità di irisina nel sangue, che era bassissima in coloro che non avevano fatto attività fisica, viceversa, era molto alta negli altri ragazzi.
Per questo l’irisina è stata denominata l’ormone dello sport, collegando i benefici dell’attività fisica al metabolismo e al sistema cardiovascolare. Studi effettuati dall’equipe americana del Baylor College of Medicine, hanno evidenziato i benefici sul cervello da una sostenuta attività fisica. Sono stati sottoposti a dei test dei soggetti dopo che avevano fatto corsa a piedi e il loro livello intellettivo era maggiore di coloro che avevano condotto vita sedentaria.

Si è arrivati, perciò, alla conclusione che l’esercizio fisico aiuta il cervello nell’apprendimento e potenzia la memoria ed il ragionamento. La ricerca può avere degli sviluppi per la cura delle malattie degenerative come l’Alzheimer.

Di sicuro tra gli appassionati nel nuoto c’è chi preferisce nuotare in solitudine, ma ciò non toglie che lo fa allenandosi. Innanzitutto bisogna stabilire qual è l’obiettivo principale: dimagrimento, divertimento, rilassamento, svago. Dopodiché, stabilito l’obiettivo, si deve stabilire un tempo ben preciso ossia quante volte a settimana si vuol praticare l’attività motoria; la costanza è fondamentale. L’ideale sarebbe praticarla tre volte a settimana, ma anche due può andar bene, basta esser costanti, sempre! Per quanto concerne invece la durata della nuotata, un’ora è l’ideale. Detto ciò vediamo come procedere con l’allenamento calcolando una frequenza di tre volte a settimana.

  1. Riscaldamento: ( 200 metri riscaldamento).
  2. Parte tecnica: (4×50 gambe stile libero tavoletta + 4×50 stile libero con pull).
  3. Parte centrale: ( 8×50 misti – delfino/dorso/rana/stile libero).
  4. Defaticamento: ( 200 metri a piacere).

La volta successiva magari accorciare i tempi di riposo, ma l’importante, prima di entrare in vasca, è tenere sempre a mente la serie da eseguire altrimenti si corre il rischio di nuotare meno. Dopo l’allenamento è sempre consigliato fare uno spuntino e riposarsi un po’. Buon allenamento.

Non si può ridurre il sovrappeso solo attraverso una riduzione dell’apporto alimentare ma è necessario anche modificare lo stile di vita aumentando il movimento.

Le nuove proposte

le degustazioni saranno possibili in vari momenti dell’arco della giornata, la mattina a partire dalle 10:30, durante la pausa pranzo e il pomeriggio dalle 17:30

PRIMI

– Riso (Cous-Cous) con verdure al curry e pinoli tostati
– Cavatelli con crema di broccoli e mollica croccante
– Insalata di quinoa (farro) con verdure ed erbe aromatiche
– Vellutata di zucca con semi di zucca tostati
– Parmigiana di melanzane light
– Quinoa con verdure, germogli e semi di chia

SECONDI

– Millefoglie di patate con zucca al curry
– Straccetti di pollo alla curcuma con verdure
– Tranci di merluzzo al lime e zenzero
– Involtini di vitello, speck e provola affumicata
– Involtini di salmone, robiola ed erbette

INSALATE

– Barbabietola rossa, mandorle e granella di pistacchi
– Arance, finocchi e noci
– Valeriana con scaglie di grana, pinoli e melagrana
– Insalata di ceci al profumo di agrumi
– Insalata di mais con verdure fresche

ESTRATTI

– Carote, arance, zenzero, mela
– Melagrana
– Pera, pompelmo rosa, melagrana, cannella
– Mela, pera, sedano
– Carota, mela, ananas
– Mela verde, sedano, cetriolo
– Mela, limone, cetrioli
– Succo di carota, mela e ananas
– Barbabietola, carota, limone, zenzero
– Kiwi, pera, mandarino

DESSERT

– Mousse di yogurt e frutti di bosco
– Crostata di mele, pinoli e cannella
– Ricotta al miele con fichi e mandorle tostate

Tra i numerosi benefici dello sport, possiamo aggiungere anche benessere e salute psicofisica per le persone che hanno subìto un trapianto: è quanto emerge da uno studio internazionale, promosso dal Centro Nazionale Trapianti, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bologna e il Centro Studi Isokinetic.

Foto: blogosfere.it

Lo studio, condotto su 22 pazienti (20 trapiantati di rene e 2 di fegato), ha dimostrato i benefici dell’attività fisica che – in casi come quelli inerenti i trapiantati – può rivelarsi una vera e propria terapia.

Le persone su cui lo studio è stato effettuato, infatti, hanno fatto registrare – in sei mesi di esercizio personalizzato, effettuato tre volte a settimana per un’ora – i seguenti dati:

  • diminuzione media del 5% di grasso corporeo;
  • aumento medio tra l’8 e il 18% della forza degli arti inferiori e superiori;
  • aumento medio del 10% della potenza aerobica;
  • un miglioramento del 10% di benessere psico-fisico.

I dati sopra esposti indicano che l’esercizio personalizzato (sempre prescritto dal medico sportivo e svolto sotto la supervisione di personale qualificato) rende possibile il raggiungimento di obiettivi come la diminuzione della percentuale di grasso e l’aumento di forza muscolare e resistenza cardiorespiratoria.
I dati assumono maggior rilevanza alla luce del fatto che, nei trapiantati di rene, il 38% delle cause di morte è legato a patologie cardiovascolari.

L’ernia del disco è una deformazione del disco intervertebrale, ossia l’Disco intervertebrale ammortizzatore naturale, interposto tra una vertebra e l’altra, con lo scopo di attenuare le pressioni sviluppate durante i movimenti, ad esempio mentre si salta, si corre o si subiscono scossoni sul sedile dell’auto. Ve ne sono di tre tipi: l’ernia cervicale, la dorsale e la lombare, ma quali sono i sintomi? Mal di schiena, mal di collo o dolori alla gamba. L’ernia, infatti, comprime i nervi che fuoriescono dalle vertebre, ma per fortuna nella grande maggioranza dei casi si riparano da sole senza ricorrere al bisturi. Come si cura quando non è necessaria la chirurgia? Qui di seguito elenchiamo le terapie più efficaci a cui sottoporsi (associandole chiaramente alla cura farmacologica più idonea).

Foto: thermoskin.co.uk

ERNIA LOMBARE

Rappresenta circa l’80% di tutte le tipologie di ernia e consiste in una rottura o uno sfiancamento dell’anello fibroso del disco nelle vertebre L4-L5 (segmenti lombari 4 e 5) o L5-S1 (segmento lombare 5 e segmento sacrale 1) e conseguente fuoriuscita del nucleo polposo, che va a comprimere il nervo spinale, causando dolore agli arti inferiori. Inoltre le vertebre lombari sono quelle che più risentono di posture viziate assunte alla guida e al lavoro.

Foto:en.quiropracticagirona.com

SINTOMI: iniziano in genere con il cosiddetto “colpo della strega” (lombalgia acuta con sciatalgia); quando il nucleo polposo preme sull’anello esterno, si prova dolore, rigidità e crampi alla parte bassa della schiena. Quando l’ernia viene espulsa, il dolore diventa più intenso associandosi a formicolii ai piedi. Spesso il male si irradia all’inguine e alla parte interna della coscia corrispondente al disco erniato. La parte del disco fuoriuscita finisce col premere sulla radice del nervo sciatico, che parte dai forami delle vertebre lombari e innerva tutta la gamba. La lombosciatalgia impedisce al soggetto di camminare, bloccandolo anche a letto per giorni.

Foto: personalizedchiropractic.com

TERAPIA: sarebbe innanzitutto opportuno riposare per qualche giorno e ricorrere a farmaci antinfiammatori. Alla cura farmacologica va associato un corretto intervento fisioterapico che in un primo momento, e nella fase un po’ più acuta, sarà caratterizzato dall’utilizzo di Tens e Tecarterapia  e mobilizzazione passiva del tratto lombare con esercizi di STRETCHING e TRAZIONE VERTEBRALE per dare la possibilità alla muscolatura lombare di distendersi e allungarsi al meglio, in modo tale da alleviare tutti quei dolori causa dello stato di contrattura presente a livello del sistema muscolare lombare. Importante il lavoro di decompressione vertebrale perché le vertebre lombari sono quelle che soffrono più di tutte in quanto devono sostenere la maggior parte del carico che il busto esercita. In un secondo momento, quando la muscolatura avrà smaltito lo stato di contrattura antalgica, sarebbe opportuno impostare un lavoro di RINFORZO MUSCOLARE per creare una muscolatura molto più forte in maniera tale da garantire una migliore stabilizzazione di tutti i metameri vertebrali a livello lombare per far sì che il problema non si ripresenti.

ERNIA CERVICALE

Meno frequente di quella lombare, è spesso l’esito di un trauma come “il colpo di frusta” da tamponamento. Sovente questo disturbo delle colonna estremamente fastidioso, viene sottovalutato perché i sintomi si confondono con quelli dell’artrosi cervicale (o cervicalgia), a sua volta originata da un deterioramento fisiologico dei dischi vertebrali. Nell’ernia, però, i dischi non sono consumati, ma “schiacciati“, con fuoriuscita della parte morbida, interna, fuori dalla colonna.

Foto: billtontzjrmd.com

SINTOMI: il dolore al collo è sicuramente il primo campanello di allarme, tuttavia questo tipo di dolore è spesso accompagnato da mal di testa, nausea, capogiri, senso di stordimento, difficoltà a ruotare la testa e a sollevare il mento e a volte, quando il dolore è molto acuto, può irradiarsi fino al braccio provocando formicolii.

Foto:herniateddiscnyc.wordpress.com

TERAPIA: in prima battuta l’ernia cervicale va curata con farmaci antinfiammatori per alleviare il dolore e antiemetici per attenuare il senso di nausea. Alla cura farmacologica va associato un corretto intervento fisioterapico che in un primo momento, e nella fase un po’ più acuta, sarà caratterizzato dall’utilizzo di Tens e Tecarterapia e mobilizzazione passiva del tratto lombare con esercizi di STRETCHING e TRAZIONE VERTEBRALE per dare la possibilità alla muscolatura del collo di distendersi e allungarsi al meglio, in modo tale da alleviare tutti quei dolori causa dello stato di contrattura presente a livello del sistema muscolare cervicale. In un secondo momento, quando la muscolatura avrà smaltito lo stato di contrattura antalgica, sarebbe opportuno impostare un lavoro di RINFORZO MUSCOLARE per creare una muscolatura molto più forte in maniera tale da garantire una migliore stabilizzazione di tutti i metameri vertebrali a livello cervicale per far sì che il problema non si ripresenti.

ERNIA DORSALE

E’ meno frequente rispetto alle altre due, e raramente manifesta sintomi o problemi, dovuti alla compressione discale in questo tratto del rachide. Provoca un dolore “a cintura” che si localizza nella parte mediana della schiena, ma la maggior parte delle volte non provoca alcun disturbo. Infatti il disco e le radici nervose, a livello dorsale, vengono poco in contatto e il nucleo polposo espulso spesso non le comprime.

Foto: dikul.net

Foto: e-algos.com

TERAPIA: in caso di dolore sarebbe opportuno prendere qualche farmaco antinfiammatorio per alleviare il dolore. Alla cura farmacologica va associato un corretto intervento fisioterapico che in un primo momento, e nella fase un po’ più acuta, sarà caratterizzato dall’utilizzo di Tens e Tecarterapia e mobilizzazione passiva del tratto dorsale con esercizi di STRETCHING e TRAZIONE VERTEBRALE per dare la possibilità alla muscolatura dorsale di distendersi e allungarsi al meglio, in modo tale da alleviare tutti quei dolori causa dello stato di contrattura presente a livello del sistema muscolare dorsale. In un secondo momento, quando la muscolatura avrà smaltito lo stato di contrattura antalgica, sarebbe opportuno impostare un lavoro di RINFORZO MUSCOLARE per creare una muscolatura molto più forte in maniera tale da garantire una migliore stabilizzazione di tutti i metameri vertebrali a livello dorsale per cercare di ripristinare un eventuale dorso curvo, spesso causa della formazione di ernie del disco dorsali e per far sì che il problema non si ripresenti.

Nella cura farmacologica dei tre tipi di ernia (cervicale, dorsale e lombare) va inserito l’utilizzo di L-acetilcarnitina e del complesso vitaminico B1, B6 e specialmente B12 in quanto sostanze rigeneranti della guaina del nervo e con un forte effetto antinevritico: tendono ad alleviare il fastidioso effetto di formicolio dato dall’irritazione della radice del nervo a causa della compressione che il disco erniato genera su di essa.

Questo articolo è il risultato di una raccolta di informazioni reperite sia in rete, sia su riviste di salute sul tema del problema dell’ernia del disco. Il contenuto del suddetto non è stato redatto da personale medico, né vagliato da alcun ente od organizzazione collegata con il servizio sanitario nazionale.

 

I crampi muscolari possono essere anche piuttosto dolorosi e arrivano all’improvviso a causa di una contrazione involontaria di uno o più muscoli. La contrazione è determinata dal fatto che all’interno dei muscoli non è presente una corretta quantità di ossigeno. Si può incorrere nei crampi muscolari anche durante la pratica dell’attività sportiva, come gli sport invernali e lo sci in particolare. I rimedi omeopatici possono costituire un aiuto da tenere in considerazione. Naturalmente sono escluse le cure fai da te.

Foto: freedrinkingwater.com

Anche nel caso dell’omeopatia, come d’altronde nel caso della medicina tradizionale, non bisogna improvvisare, ma è opportuno rivolgersi ad un esperto. In linea generale possiamo provare a delineare alcune indicazioni di soluzioni omeopatiche adatte a combattere i crampi muscolari, ricordando che il tutto deve essere comunque seguito sotto stretto controllo medico. Per attuare un’adeguata prevenzione dei crampi, potrebbe essere utile l’assunzione di Bioptimum S-stress; particolarmente indicati sono anche Arnica montana 9 CH, Cuprum metallicum 9 CH e Sarcolacticum acidum 5 CH. Queste sostanze dovrebbero essere assunte prima, durante e dopo lo sforzo fisico.

Dopo uno sport praticato in maniera intensa, si può incorrere in un indolenzimento muscolare. In casi come questo sarebbe importante assumere Arnica montana 9 CH. Infine, ma non meno importante, ricordiamo che quando si pratica attività sportiva, di qualsiasi natura essa sia, è sempre opportuno fare un buon riscaldamento prima e dello stretching dopo.

Foto: humberlife.com

Se però il dolore è molto intenso è possibile trattare la zona interessata con la Tecarterapia.